Il premio di 100 euro detassato riconosciuto ai lavoratori dipendenti: i chiarimenti dell'Agenzia Entrate

L’articolo 63 del D.L. Cura Italia ha previsto il riconoscimento di un premio di 100 euro ai titolari di redditi di lavoro dipendente, completamente detassato: ecco in quali casi scatta l’erogazione e a quanto ammonterà il bonus

premio 100 euro lavoratori dipendentiIl premio di 100 euro spetta ai titolari di reddito di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1 del TUIR.

La condizione che determina la maturazione del beneficio è costituita dal possesso di un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro. 

Il premio di 100 euro è limitato al mese di marzo 2020, non concorre alla formazione del reddito e deve essere rapportato al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.

 

Premio 100 euro per lavoratori dipendenti: le indicazioni dell’Agenzia delle entrate

Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 8 del 3 aprile 2020

Il primo punto affrontato dall’Agenzia delle entrate riguarda la spettanza del bonus, nel caso in cui il rapporto di lavoro venga interrotto nel corso del mese di marzo.

Il beneficio è relativo a tale mese.

Conseguentemente, la cessazione del rapporto di lavoro durante questo periodo non comporta la perdita del predetto diritto anche se, come osservato dal documento di prassi, l’importo di 100 euro deve essere proporzionato ai giorni di lavoro svolti presso la sede della società.

A tal proposito la precedente risposta (n. 4.1 della Circolare) ha chiarito ancora che deve essere effettuato il rapporto tra le ore effettive lavorate nel mese e le ore lavorabili come previsto dal contratto.

Si è posto poi il problema se il premio di 100 euro spettasse anche nell’ipotesi in cui l’attività lavorativa sia stata svolta in remoto, cioè in modalità di lavoro agile (“smart working”).

La soluzione dell’Amministrazione finanziaria è stata negativa.

Secondo quanto precisato, la ratio di tale disposizione “persegue l’obiettivo di dare ristoro ai dipendenti che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo senza poter adottare, quale misura di prevenzione, quella del lavoro agile o da remoto”.

Conseguentemente, mentre l’Agenzia delle entrate ha ritenuto di dover escludere la spettanza del beneficio per coloro che hanno lavorato in remoto, il beneficio di 100 euro è stato riconosciuto a coloro che hanno prestato la loro attività lavorativa in trasferta presso clienti o in missioni o presso sedi secondarie dell’impresa.

 

Requisiti per la fruizione del premio di 100 euro

L’art. 63 del D.L. Cura Italia subordina il beneficio allo svolgimento dell’attività lavorativa nella propria sede di lavoro.

L’espressione utilizzata dal legislatore determina l’esclusione dal premio, come detto, per i lavoratori che hanno svolto la propria attività in remoto, ma non presso i clienti o presso le sedi secondarie della stessa impresa.

Il premio di 100 euro, anche se riproporzionato, spetta anche ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale.

A tal fine, tenendo conto della ratio della norma, non devono essere considerati ai fini della costruzione del rapporto, né al numeratore, né al denominatore, le giornate di ferie o di malattia.

Inoltre, devono essere escluse dal calcolo le giornate di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni.

Si è posto anche il problema di come verificare il mancato superamento del limite di 40.000 euro relativo ai redditi di lavoro dipendente percepiti nell’anno 2019.

La risposta n. 4.6 del documento di prassi in commento ha precisato come debba farsi esclusivamente riferimento al reddito di lavoro dipendente assoggettato a tassazione progressiva IRPEF.

Devono quindi esclusi dal computo del limite di 40.000 euro i redditi soggetti a tassazione separata o sostitutiva.

Ad esempio, devono essere esclusi i premi di risultato soggetti a tassazione sostitutiva del 10 per cento. 

La norma fa riferimento al reddito complessivo di lavoro dipendente.

Conseguentemente, se nel corso dell’anno 2019 il lavoratore dipendente ha intrattenuto due o più rapporti con i rispettivi datori di lavoro, deve considerare il reddito complessivo.

Inoltre, la disposizione non menziona i redditi…

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