Corona Virus e rimborso IVA senza fermo amministrativo

Come previsto dal Decreto Cura Italia sono sospesi fino al 30 giugno 2020 tutti gli adempimenti tributari, fra i quali rientra anche quello relativo alla presentazione della dichiarazione IVA, il cui termine originario scadrebbe il 30 aprile 2020.
In questo articolo, analizziamo il caso del rimborso IVA ai tempi del CoronaVirus, puntando il mouse sulla nececessità di garanzia e sul rischio di fermo amministrativo

rimborso IVA senza fermo amministrativoCome si esporrà di seguito, per ottenere un rimborso IVA indicato in dichiarazione, può essere richiesta una garanzia patrimoniale, la cui durata, e, quindi, il relativo costo, dipendono anche dai termini dell’accertamento.

Relativamente all’anno 2015, l’art. 67 del D.L. Cura Italia ha prorogato di due anni i termini per effettuare gli accertamenti, le cui notifiche avrebbero dovute essere effettuate entro il 31 dicembre 2020 ed ora, invece, sono posticipate al 31 dicembre 2022.

Se da un lato, quindi, la garanzia genera delle spese, dall’altro lato, però, come si vedrà di seguito, permette di evitare il fermo amministrativo.

Prima, però, di soffermarsi su tale istituto, si ritiene opportuno esporre brevemente l’istituto del rimborso IVA.

 

Il rimborso IVA

E’ necessario premettere che le attività istruttorie degli Uffici in merito ai rimborsi non si ferma neppure in questo periodo di emergenza sanitaria, come specificato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 3 aprile 2020, n. 8/E.

Nel caso in cui dalla dichiarazione IVA emerga un credito superiore ad Euro 2.582,28, è possibile chiedere il rimborso del relativo importo, se vengono soddisfatte determinate condizioni.

In particolare, tra le fattispecie indicate dall’art. 30 del DPR 633/1972, si elencano le seguenti:

  • effettuazione di operazioni attive con aliquota inferiore a quella degli acquisti;
     
  • effettuazione di operazioni non imponibili per un importo superiore al 25% del totale di quelle attive;
     
  • acquisto di beni ammortizzabili o di beni e di servizi per studi e ricerca;
     
  • effettuazione prevalente (superiore al 50%) di operazioni non soggette ad imposta per carenza del requisito di territorialità.

 

In tal caso il rimborso può essere richiesto per un ammontare comunque non superiore al minore degli importi delle predette eccedenze.

Se l’importo del rimborso è superiore ad Euro 30 mila (Euro 50 mila per soggetti con un ISA almeno pari ad 8), è richiesta l’apposizione del visto di conformità da parte di determinati professionisti, o, in alternativa, la presentazione a favore dell’erario di una garanzia patrimoniale, la quale è obbligatoria in determinati casi (esercizio di attività da meno di due anni, cessazione dell’attività, notifica di avvisi di accertamento e di rettifica relativamente a determinati importi).

Ai sensi dell’art. 38-bis del DPR 633/1972, la durata della garanzia prestata è al massimo pari a 3 anni a partire dalla data di erogazione del rimborso, ovvero, se inferiore, pari al periodo intercorrente tra la data di effettiva erogazione e il termine di decadenza dell’accertamento.

Su tale decadenza, come è stato anticipato in premessa, è intervenuto l’art. 67 del DL “Cura Italia”, che ha spostato di due anni i termini per effettuare gli accertamenti relativi all’anno 2015.

Pertanto, a seguito di questo allungamento, ci saranno dei costi superiori per i contribuenti che hanno presentato la relativa garanzia, malgrado l’art. 7 della L. 167/2017 riconosce una somma pari allo 0,15% dell’importo garantito per ogni anno di durata della garanzia.

In ogni caso, la presentazione della garanzia è opportuna al fine di evitare il fermo amministrativo.

A questo punto è necessario ricordare quali siano le norme che disciplinano l’istituto del fermo amministrativo.

 

Il fermo amministrativo  

In merito al fermo amministrativo che potrebbe essere applicato a seguito di una richiesta di un rimborso IVA, una prima disposizione è contenuta nell’art. 69 del R.D. 2440/1923.

Si tratta di una norma che introduce un generico “fermo” temporaneo dell’esecuzione di un pagamento a carico della Pubblica Amministrazione.

Ai sensi della predetta norma, tale misura è richiesta dall’Amministrazione creditrice (fra le Amministrazioni legittimate è espressamente inclusa l’Agenzia delle entrate) alle altre Amministrazioni eventualmente debitrici nei confronti del medesimo…

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