Accesso e fuoriuscita dal regime forfetario dal 2020: il meccanismo della rettifica IVA

Come ogni anno, i contribuenti che sono usciti o entrano nel regime forfetario devono procedere alla rettifica dell’IVA; forse quest’annno, per effetto delle norme della Legge di Bilancio per il 2020, vi saranno molti contribuenti costretti a lasciare tale regime.
In questo articolo analizziamo gli effetti pratici della rettifica e proponiamo alcuni schemi per la corretta compilazione della dichiarazione IVA.

Regime forfetario 2020 rettifica ivaAccesso e fuoriuscita dal regime forfetario dal 2020: premessa generale

I soggetti che nel 2019 hanno applicato il regime fiscale ordinario, in presenza dei requisiti previsti dalla Legge n. 160- del 27 dicembre 2019, possono accedere per il 2020 al regime forfetario di cui all’articolo 1 della Legge n.190-2014 (il regime forfetario è un regime “naturale” e pertanto non richiede alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 ma è necessario indicare la scelta nell’ultima dichiarazione Iva redatta prima del passaggio e barrare la relativa casella VA14 della dichiarazione Iva 2020).

In caso di passaggio al regime forfetario a far data dall’1 gennaio 2020 è necessario procedere alla rettifica della detrazione dell’Iva con riferimento ai beni non ancora ceduti e ai servizi non ancora utilizzati esistenti al 31 dicembre 2019 (articolo 19-bis2, comma 3, D.P.R. 633/1972).


Nota

La legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2019 ha previsto alcune modifiche importanti per l’accesso al regime forfetario a far data dal 1 gennaio 2020 (commi n. 691 e 692) introducendo il limite di 20.000 euro previsto per il sostenimento di spese per dipendenti e collaboratori e la causa ostativa collegata alla percezione di redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti i 30.000 euro (tali cause presenti nel 2019 inibiscono l’accesso o determinano la fuoriuscita dal regime a far data dal primo gennaio 2020).


Il passaggio dal regime ordinario a quello forfetario: il meccanismo della rettifica IVA

Per poter accedere al regime forfetario i contribuenti che adottano il regime ordinario devono porre in essere alcune operazioni in materia di “rettifica IVA” da operare nella dichiarazione dell’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie.

In effetti per il passaggio dal “regime Iva ordinario” a quello “forfetario” è utile ricorrere a calcoli di convenienza tra cui l’impatto economico della rettifica della detrazione Iva, ove sia richiesta ai sensi delle disposizioni di legge vigenti.


Nota

Tale rettifica è da mettere in atto anche nel caso contrario ovvero di passaggio dal regime forfettario, per obblighi di legge o per opzione, a quello ordinario (i criteri sono validi anche per i soggetti che devono fuoriuscire dal regime agevolato).


In buona sostanza il meccanismo di rettifica dell’IVA (art. 19 bis 2 del D.P.R. n. 633/1972) deve obbligatoriamente essere utilizzato nelle seguenti casistiche:

  1. passaggio nel regime naturale forfetario (passaggio dal regime IVA ordinario a quello forfetario);
     
  2. superamento del limite di ricavi e compensi che consente la permanenza nel regime forfetario e passaggio al regime IVA ordinario;
     
  3. nel caso in cui, pur potendo rimanere nel regime forfetario, il contribuente opti per il regime IVA ordinario (passaggio dal regime forfetario a quello IVA ordinario).

Nota

Ai fini della rettifica della detrazione deve essere predisposta un’apposita documentazione nella quale indicare distintamente, per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni facenti parte del patrimonio aziendale, come richiesto dalla C.M. 24 dicembre 1997, n. 328/E.


Il meccanismo della rettifica dell’IVA dal punto di vista pratico

Dal punto di vista pratico il meccanismo di rettifica dell’IVA si effettua con le seguenti modalità operative:

1) rimanenze e servizi non ancora utilizzati alla data del 31.12.2019: la rettifica va operata con riferimento al totale dell’Iva a credito detratta all’atto dell’acquisto (circolare 4 aprile 2016, n. 10/E Agenzia delle entrate);


Esempio

Si ipotizzi un imprenditore che alla data del 31.12.2019 detiene rimanenze finali per euro 20.000 per le quali ha detratto l’IVA; per effetto dell’operazione di rettifica, l’IVA dovuta sui beni esistenti in magazzino non ancora ceduti sarà pari a 4.400 euro (immaginiamo un’aliquota del 22%).

Come…

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