Regime forfetario e Statuto del contribuente: nessun ragguaglio ad anno per le due nuove cause ostative

L’Agenzia delle entrate ha recentemente chiarito che le nuove cause ostative previste dalla Legge di Bilancio 2020, finalizzate ad impedire l’accesso al regime forfetario, hanno trovato immediata applicazione sin dal 1° gennaio 2020.
Le motivazioni non sono neppure estremamente articolate e l’Agenzia delle entrate afferma, senza mezzi termini, che non sussistono le condizioni per applicare lo Statuto del Contribuente.

Regime forfetario e Statuto del contribuente

La soluzione, nonostante le pressioni, era scontata. La relazione tecnica alla legge di Bilancio del 2020, prevede il recupero di risorse dovute alla fuori uscita di un determinato numero di contribuenti dal predetto regime forfetario.

Un’interpretazione di segno opposto avrebbe reso necessaria l’individuazione delle risorse aggiuntive non potendo più contare sulle maggiori entrate conseguenti all’uscita dal regime forfetario.

 

Regime forfetario: la reintroduzione delle due cause ostative

Le due cause ostative non sono completamente nuove.

Una delle due, ed in particolare quella riguardante la percezione di redditi di lavoro dipendente e assimilati, di importo superiore a 30.000 euro, ha trovato applicazione fino all’anno 2018.

 

Accesso al regime forfetario

Prima causa ostativa: la percezione di redditi di lavoro dipendente e assimilati

La Legge di Bilancio relativa all’anno 2019 ha provveduto alla sua abrogazione.

Si è trattato, quindi, di una mera reintroduzione.

Secondo un’interpretazione letterale dell’articolo 1, comma 57, nuova lettera d-ter), della legge n. 190 del 2014, in mancanza di una previsione espressa, il limite di 30.000 euro non deve essere ragguagliato ad anno.

Ad esempio, se il contribuente ha iniziato un rapporto di lavoro il 1° dicembre 2019, percependo nell’ultimo mese dell’anno una retribuzione lorda di 4.000 euro, nel successivo anno 2020 potrà fruire del regime forfetario.

Al termine di tale annualità il predetto soggetto avrà verosimilmente superato il limite complessivo di 30.000 euro, e a partire dall’anno 2021 sarà costretto ad uscire dal regime forfetario.

L’Agenzia delle entrate ha affermato espressamente, come l’immediata applicazione della causa ostativa ora reintrodotta, non determini alcuna violazione dello Statuto del contribuente.

Infatti, “Tale interpretazione trova un precedente nei chiarimenti resi con la circolare n. 10/E del 4 aprile 2016, in relazione alla medesima clausola inserita a opera della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di stabilità del 2016)”.

Inoltre, “Con riferimento all’eventuale contrasto delle nuove norme con l’articolo 3 dello Statuto dei diritti del contribuente, si osserva che le modifiche apportate al regime con la legge di bilancio per il 2020 non impongono alcun adempimento immediato, atto a garantire le condizioni abilitanti per la permanenza nel regime per i soggetti che nel 2019 avevano i requisiti per fruire del forfait”.

 

Seconda causa ostativa: il limite di spesa

La medesima interpretazione riguarda la causa ostativa riguardante il limite delle spese che possono essere sostenute per i lavoratori dipendenti, i collaboratori, anche riconducibili ad un progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati, e le spese per prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Il limite, rispetto alla causa ostativa prima dell’abrogazione intervenuta lo scorso anno, è stato incrementato da 5.000 a 20.000 euro.

Tuttavia, anche in questo caso, la verifica del limite deve essere effettuata senza effettuare alcun ragguaglio ad anno.

Ad esempio se è stato assunto un lavoratore dipendente il 3 novembre 2019, il limite di 20.000 euro deve essere considerato in valore assoluto.

Anche in questo caso, però, per le ragioni illustrate dall’Agenzia delle entrate, la causa ostativa è applicabile sin dal 1° gennaio 2020.

E’ necessario effettuare la verifica già dal periodo di imposta 2019, con eventuali effetti già dall’anno successivo.

L’interpretazione, secondo la Risoluzione n. 7/2020, non è in contrasto con le previsioni dello Statuto del contribuente.

 

Il ragguaglio ad anno

Il ragguaglio ad anno deve invece essere effettuato con riferimento al limite dei ricavi o dei compensi, che non deve superare la soglia di 65.000 euro, per entrare nel forfait.

Ad esempio, se un professionista ha iniziato l’attività il…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it

Emergenza COVID-19

Gentile Lettore,
Commercialista Telematico ha deciso di mantenere attivi tutti i suoi servizi per informare e supportare tanti professionisti e imprese in questo difficile momento e ugualmente è impegnato nell’attuare le misure di contrasto alla diffusione del coronavirus a protezione dei propri dipendenti e collaboratori. Pertanto, qualora ne avessi necessità, ti invitiamo a utilizzare la comunicazione via e-mail anziché quella telefonica.
Ti risponderemo ai seguenti indirizzi: info@commercialistatelematico.com o ecommerce@commercialistatelematico.com

#IORESTOACASA