Ordine di pagamento in conto sospeso: ha il commissario ad acta facoltà di disporlo?

In questo contributo parliamo del procedimento in conto sospeso. Si tratta di un procedimento speciale, fondamentalmente correlato a situazioni di emergenza, dovendo limitare tali operazioni, costituenti partite in conto sospeso, nei soli casi dovuti e per il tempo strettamente necessario, finalizzato, tra l’altro, ad evitare i possibili aggravi di spesa scaturenti da una procedura esecutiva intrapresa dal creditore, il tutto al fine di contemperare, in pratica, il diritto del medesimo creditore con le esigenze di finanza pubblica, le quali potrebbero essere lese, ad esempio, da un eventuale pignoramento dei fondi in tesoreria.

Ordine di pagamento in conto sospesoL’art. 14 del D.L. 669 del 1996 ha creato il “SOP” (speciale ordine di pagamento), un ordine di pagamento in conto sospeso.

Con questo ordinativo particolarissimo la Banca d’Italia anticipa le somme necessarie e le annota nel “conto sospesi”.

Il Ministero poi ripiana l’anticipo accreditando alla Banca d’Italia appena possibile ciò che è stato pagato.

Lo strumento del pagamento in conto sospeso di cui all’art. 14, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, è utilizzabile da parte dei funzionari delegati delle Agenzie fiscali e da parte del Commissario ad acta nel giudizio di ottemperanza di cui all’articolo 70 del Dlgs 546/92.

Non è superfluo precisare che l’adozione del procedimento in conto sospeso costituisce un atto dovuto, qualora ne ricorrano i presupposti di legge[1], per superare la mancanza di fondi.

L’inerzia può comportare per l’Amministrazione maggiori oneri patrimoniali e la conseguente responsabilità amministrativa e penale del funzionario preposto all’esecuzione concreta della sentenza di condanna al rimborso a favore del contribuente.

 

Ordine di pagamento in conto sospeso: premessa

Lo strumento del pagamento in conto sospeso di cui all’art. 14, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, è utilizzabile da parte dei funzionari delegati[2] delle Agenzie fiscali e da parte del Commissario ad acta nel giudizio di ottemperanza di cui all’articolo 70 del Dlgs 546/92.

Siffatta constatazione rende indispensabile, per l’operatore tributario, conoscere, in dettaglio, nell’ambito di un sereno rapporto tra fisco e contribuente, in che cosa consiste il procedimento di pagamento in conto sospeso.

La circ. n. 5/E del 4 febbraio 2003 ha evidenziato come gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, perciò anche il commissario ad acta, hanno la facoltà di disporre pure il c.d. ordine di pagamento in conto sospeso.

Tale strumento viene riservato dalla L. 28 febbraio 1997, n. 30 all’Amministrazione dello Stato in presenza di un provvedimento giurisdizionale esecutivo nel caso in cui difetti la disponibilità finanziaria nel pertinente capitolo di bilancio.

Detta norma è la conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669, concernente disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l’anno 1997.

 

Speciale Ordine di Pagamento: S.O.P.

Lo speciale ordine di pagamento informatico, che deve essere firmato digitalmente, consente alle amministrazioni centrali[3] e periferiche[4] dello Stato, nonché ai funzionari delegati[5], limitatamente ai capitoli gestiti del bilancio statale, di procedere all’effettuazione del pagamento registrandolo in conto sospeso, in attesa della regolarizzazione contabile che avverrà non appena saranno rese disponibili le necessarie risorse sul pertinente capitolo.

L’ordine informatico deve essere emesso, utilizzando le funzionalità presenti nel sistema Sicoge, dal soggetto specificamente competente (ad esempio il funzionario delegato) e deve contenere una serie di elementi puntualmente individuati (amministrazione emittente, esercizio finanziario, capitolo di bilancio, importo, creditore, ecc.).

Tale ordinativo, alla luce delle circostanze in relazioni alle quali è emesso, è contabilizzato in conto sospeso dalla Banca d’Italia e l’amministrazione emittente è chiamata ad informarne la Ragioneria Generale dello Stato, per consentire il reintegro del capitolo di riferimento attingendo dal fondo di riserva per le spese obbligatorie oltre che l’ufficio di controllo competente.

Dopo la validazione da parte di quest’ultimo, la Ragioneria Generale dello Stato procede alla trasmissione dei flussi alla Banca d’Italia ai fini del successivo pagamento sulla base delle istruzioni indicate (ad esempio con…

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