Cessioni Intra UE: le novità in vigore dall'1 gennaio 2020 e le problematiche in attesa di chiarimenti ufficiali

All’1 gennaio 2020, le regole IVA contenute nella Direttiva n. 1910-2018 e nel Regolamento UE 2018/1912 del 04 dicembre 2018, aventi lo scopo di modificare le condizioni necessarie per applicare la non imponibilità ai fini IVA in relazione alle operazioni di cessione comunitaria di beni (con particolare riguardo alla prova di uscita della merce dal territorio italiano), non sono state ancora recepite nell’ordinamento interno.
Tuttavia, nonostante il nostro legislatore non abbia ancora dato attuazione alle disposizioni unionali, secondo i principi elaborati dalla Corte di Giustizia UE e dalla Corte Costituzionale, in assenza di recepimento, sono comunque applicabili le disposizioni laddove esse siano in favore del contribuente.
Facciamo chiarezza sul punto.

Cessioni Intra UECessioni Intra UE: premessa generale

 

Il 1° gennaio 2020 sono entrate in vigore le nuove disposizioni per le operazioni contenute nella Direttiva n. 1910-2018 e nel Regolamento UE 2018/1912 del 04 dicembre 2018 che modificano, rispettivamente, la direttiva n. 2006/112 e il regolamento n. 282/2011. 

Il nostro legislatore non ha ancora dato attuazione alle disposizioni unionali ma, secondo i principi elaborati dalla Corte di Giustizia UE e dalla Corte Costituzionale, in assenza di recepimento, sono comunque applicabili le disposizioni laddove esse siano in favore del contribuente (mentre lo Stato inadempiente non può invocarne l’applicazione in proprio favore). 

Riguardo alle nuove condizioni per la non imponibilità delle cessioni intra UE che modificano l’art. 138 della direttiva n. 2006/112, esse non sono di diretta applicazione in quanto introducono delle disposizioni in sfavore del contribuente.

Per le operazioni triangolari o a catena invece, in presenza di nuove disposizioni di maggior favore o tutela del cedente nazionale, questi potrà invocarne la diretta applicabilità.

Infine, in merito alla prova del trasporto unionale, essa è “direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri” se la norma è esclusivamente in favore dei contribuenti.

 

Cessioni Intra UE: analisi delle novità normative che entrano in vigore dall’1 gennaio 2020

 

Come noto l’articolo 41, comma 1, D.L. 331/1993 dispone che le cessioni intra UE sono operazioni non imponibili Iva in quanto alle stesse si applica il regime di tassazione a destino nel Paese dello Stato UE di destinazione dei beni.


Nota

Condizioni per la non imponibilità: le cessioni intra UE di beni si considerano “non imponibili”, ai sensi dell’art. 41 DL 331/93, in presenza delle seguenti condizioni:
 

  1. presupposto soggettivo: verifica dello status di soggettività IVA di entrambi gli operatori: del cedente nazionale e del cessionario UE;
    Nota: a far data dal 1° gennaio 2020 l’iscrizione all’archivio VIES diviene elemento sostanziale per poter beneficiare del regime di non imponibilità IVA in materia di operazioni intracomunitarie.
     

    Tutti gli operatori interessati devono quindi verificare la loro iscrizione nella banca dati VIES (e provvedervi in caso contrario) e verificare, nello stesso tempo, che anche gli operatori economici con i quali operano risultino iscritti (l’assenza di iscrizione non consente di qualificare le operazioni con soggetti comunitari come “cessioni o acquisti intracomunitari” con l’impossibilità di poter emettere fatture in regime di non imponibilità IVA, di integrare le fatture ricevute in reverse charge e di recuperare l’imposta pagata).
     

  2. presupposto oggettivo: acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni; 
     

  3. presupposto territoriale: occorre leffettiva movimentazione fisica del bene dall’Italia ad un altro paese UE indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto; 
     

  4. onerosità dell’operazione.

 

Per applicare il regime di non imponibilità di cui all’art. 41 Decreto Legge n. 331/1993 è necessario che tutte le condizioni siano verificate contemporaneamente (ad esempio non costituiscono operazioni non imponibili ai sensi dell’art.41 del Decreto Legge n.331/1993 le cessioni gratuite, a privati o le cessioni di beni immobili).

In mancanza anche solo di un requisito, l’operazione diventa imponibile Iva, con applicazione della sanzione dal 90% al 180% dell’imposta.

Occorre rammentare che la Direttiva UE impone l’obbligo di indicare correttamente il numero identificativo IVA dell’acquirente risultante dal sistema VIES.


I documenti di prova della cessione Intra UE

 

Come disposto dalla Direttiva 2006/112/CE e dalla giurisprudenza comunitaria spetta al legislatore nazionale l’onere di disciplinare quali sono…

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