Consolidato fiscale e dichiarazione integrativa: il parere dell'Agenzia Entrate

L’opzione per il consolidato fiscale nazionale può essere esercitata, da ciascuna società consolidata e dalla consolidante, mediante indicazione espressa nella dichiarazione dei redditi.
Sulla base delle norme di riferimento e della prassi in materia, si può affermare che l’opzione non esercitata nei termini può essere oggetto di “remissione in bonis”, mentre quando si tratta di apportare una correzione all’opzione esercitata è necessario produrre una dichiarazione integrativa.
Ai fini dell’esercizio dell’opzione, la dichiarazione integrativa presentata, entro il termine di 90 giorni, per correggere omissioni o errori di una precedente dichiarazione tempestivamente presentata, si sostituisce a quella originaria, regolarizzandola.

Questo l’orientamento che, in tema di consolidato fiscale e dichiarazione integrativa, ha assunto l’Agenzia delle Entrate nella risposta ad interpello n. 488 del 15.11.2019.

 

Consolidato fiscale e dichiarazione integrativa: aspetti generali

 

Al consolidato fiscale nazionale, istituto che prevede la tassazione IRES unitaria di più società fiscalmente residenti in Italia, con una dichiarazione del “reddito complessivo globale” presentata dalla società consolidante (a capo della “fiscal unit”), è possibile accedere mediante opzione “bilaterale” esercitata dalla consolidante e da ciascuna società consolidata.

Tale opzione, inizialmente prevista come autonomo adempimento strumentale svincolato dalla dichiarazione, a seguito delle modifiche intercorse viene ora esercitata proprio nel modello dichiarativo (entro il relativo termine di presentazione).

Dal momento che le “irregolarità” dichiarative possono essere rettificate attraverso una dichiarazione integrativa, è lecito ritenere che anche l’eventuale omesso esercizio dell’opzione per il consolidato fiscale, se vi era la volontà di aderire all’istituto, possa essere oggetto di regolarizzazione.

 

Consolidato fiscale e dichiarazione integrativaConsolidato fiscale nazionale: opzione in dichiarazione

 

In precedenza, come si è detto, l’accesso a regimi fiscali speciali come quello della tassazione di gruppo per imprese residenti (consolidato fiscale nazionale) era condizionato ad un’opzione da produrre all’Agenzia delle Entrate.

Al riguardo era da verificare se, in caso di mancata opzione entro i termini (sedicesimo giorno del sesto mese … in generale, per i soggetti con esercizio solare, il 16.06 dell’anno), la situazione potesse essere sanata garantendo comunque l’avvio del consolidato fiscale.

Il D.Lgs. 21.11.2014, n. 175 ha cancellato l’obbligo di formulare una specifica (autonoma) opzione per attivare la tassazione di gruppo e la tassazione IRES per trasparenza.

In dettaglio, ai fini che qui interessano (cioè con riguardo al regime fiscale del consolidato):

 

  • all’art. 119, comma 1, lett. d), del TUIR, le parole “entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l’esercizio dell’opzione stessa secondo le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 129” sono sostituite dalle seguenti:

    “con la dichiarazione presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l’opzione”

    .

Queste nuove disposizioni normative hanno trovato applicazione a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 (per i soggetti solari, dal 2015).

 

Remissione in bonis

 

In forza dell’art. 2, primo comma, del D.L. 02.03.2012, n. 16 (convertito con modificazioni dalla legge 17.12.2012, n. 221), è stata introdotta nell’ordinamento la possibilità di “remissione in bonis”.

Trattasi in sostanza di una particolare forma di ravvedimento operoso che consente di ravvedere delle mere dimenticanze formali in tema di comunicazione di dati richiesti dal fisco, evitando così il rischio di precludere al contribuente che possiede tutti i requisiti sostanziali l’accesso a determinati regimi fiscali di vantaggio.

La remissione in bonis, che si attua assolvendo una sanzione di 250 euro, richiede, per poter essere validamente esercitata, che la violazione non sia stata constatata o che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza.

La comunicazione deve essere effettuata o l’adempimento richiesto deve essere eseguito entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, con ciò intendendo la prima dichiarazione dei redditi o, se l’adempimento omesso rileva esclusivamente ai fini IVA, la prima dichiarazione IVA il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per…

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