Contratto misto: sì al regime forfettario

È ammesso l’accesso al regime forfettario per i soggetti che hanno in corso un contratto di lavoro dipendente contemporaneamente a un contratto di lavoro autonomo con la medesima azienda, fermi restando alcuni presupposti legittimanti: lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate.

Contratto misto regime forfettario lavoro autonomo lavoro dipendenteContratto misto e regime forfettario: la richiesta all’Agenzia delle Entrate

 

L’Agenzia delle Entrate ha ricevuto una richiesta di Interpello da parte di un’azienda del credito, la quale oltre ad avvalersi della figura professionale del consulente finanziario con contratto di mandato o agenzia, ha alle proprie dipendenze (contemporaneamente e in capo agli stessi soggetti) tali consulenti finanziari in qualità di lavoratori subordinati con un contratto di lavoro part-time (ipotesi di contratto misto).

L’azienda in questione si è rivolta all’Agenzia delle Entrate per conoscere se è possibile applicare il regime forfettario per la parte di lavoro effettuata in qualità di lavoratore autonomo come consulente finanziario fuori sede con la sottoscrizione di un contratto di mandato o di agenzia.

L’Amministrazione Finanziaria si è espressa nella Risposta ad interpello n. 484/2019.

 

Che cosa si intende con contratto misto

 

Prima di entrare nel merito delle condizioni contrattuali, bisogna specificare cos’è il cosiddetto contratto misto, del quale l’azienda si è avvalsa al fine di assumere tali soggetti e nello stesso tempo stipulare con i medesimi un contratto di agenzia.

Tale tipologia contrattuale prevede infatti che la società possa attivare in capo alla stessa persona:

 

  1. un contratto di lavoro subordinato part-time a tempo indeterminato.
     
    Al rapporto di lavoro subordinato è pienamente applicabile quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro del credito, così come tutta l’ordinaria disciplina del lavoro dipendente, sia per quanto riguarda gli aspetti contributivi che per quelli retributivi;
     
  2. e contestualmente un parallelo ma distinto contratto di lavoro autonomo, previa iscrizione del soggetto all’Albo dei consulenti finanziari.
     
    Per quanto concerne invece la parte di lavoro autonomo, si prevede una specifica remunerazione provvigionale sulla base degli affari conclusi, e tale tipologia contrattuale è stata tra l’altro oggetto di certificazione dei contratti di lavoro di cui agli artt. 75 e ss. del D.Lgs. n. 276/2003.

 

Il ruolo della contrattazione di secondo livello

Quanto detto è possibile sulla base della contrattazione di secondo livello stipulata con le organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale, legittimante tale tipologia di “contratto misto”.

Va inoltre segnalato che la certificazione del contratto di lavoro autonomo ha l’obiettivo di attestare:
 

  • che il contratto di lavoro autonomo abbia i requisiti previsti dalla normativa in materia;
     
  • che il contestuale e parallelo contratto di lavoro subordinato part-time a tempo indeterminato che intercorre tra le parti sia un contratto distinto e indipendente rispetto al contratto di lavoro autonomo.

 

La presenza di una parte autonoma e di una parte dipendente in capo allo stesso soggetto presso la medesima azienda comporta inoltre – secondo le disposizioni del contratto di secondo livello che istituisce il contratto misto – che siano migliorate le condizioni e le tutele economico-sociali anche per la parte autonoma, in caso di assenze per malattia, maternità ovvero infortunio.

I rapporti in ogni caso risultano essere:
 

  1. completamente separati;
  2. autonomi l’uno all’altro;
  3. assoggettati a discipline legali e contrattuali separate.

 

Il caso: regime forfettario ammissibile per lavoratore sia autonomo che dipendente?

 

Dopo aver specificato cosa significa contratto misto, bisogna analizzare più compiutamente il caso per il quale è stata interpellata l’Agenzia delle Entrate.

Infatti l’azienda chiede se per la parte autonoma valga la causa ostativa di cui alla lettera d-bis) del comma 57, articolo 1, L. n. 190/2014, così modificata dall’articolo 1, commi 9-11, della L. n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019, poi integrata anche da parte del D.L. n. 135/2018, articolo 1 bis, comma 3).

Tale causa ostativa prevede che non è ammesso l’accesso al…

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