Anomalie ISA e Ristrutturazione edilizia: il confronto con i bonifici agevolati

Per le attività di ristrutturazione edilizia è stato necessario riacquisire i dati precalcolati degli ISA in seguito alla correzione dell’indicatore di anomalia che confronta i ricavi dichiarati con i bonifici agevolati.
Vediamo più nel dettaglio cosa è successo, come funziona tale indicatore e come si può correggere.

 

Le modifiche ISA del decreto MEF 9 agosto 2019

 

Nel pieno dell’estate 2019 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 agosto il decreto del MEF del 9 agosto riguardante l’approvazione di alcune modifiche agli ISA.

Le categorie e gli operatori hanno manifestato il loro disappunto ritenendo che il nuovo provvedimento imponesse nuovamente di procedere all’acquisizione dei dati delle “Precompilate”.

L’allarme si è rivelato infondato in quanto, ad eccezione di alcuni specifici ISA riguardanti tre diverse tipologie di attività, non è stato affatto necessario acquisire nuovamente i dati messi a disposizione del Fisco con il file in formato XML all’interno del cassetto fiscale.

Il decreto si è limitato ad esplicitare alcune formule di calcolo anche in considerazione dei numerosi quesiti nel frattempo formulati dai contribuenti.

Il problema maggiore ha interessato, come detto, alcune specifiche attività, in quanto i dati messi a disposizione del Fisco non consentivano il corretto funzionamento degli indicatori di anomalia.

 

Ristrutturazione immobili: l’indicatore di anomalia Ricavi dichiarati vs Bonifici agevolati

 

Ristrutturazione immobili e indicatori di anomalia ISAL’Agenzia delle Entrate ha inviato una comunicazione ai contribuenti che esercitano le attività alle quali si applicano gli ISA contraddistinti dai seguenti codici:

  • AG40U,
  • AG50U
  • e AG69U.

 

Si tratta di contribuenti che effettuano l’attività di ristrutturazione di immobili per le quali trova applicazione uno specifico indicatore di anomalia che pone a confronto i ricavi dichiarati con l’importo dei bonifici agevolati presenti all’interno dell’archivio dell’anagrafe tributaria.

La logica dell’indicatore di anomalia è estremamente semplice.

Se i ricavi dichiarati sono superiori rispetto all’importo dei predetti bonifici agevolati conosciuti al Fisco, non viene segnalata alcuna anomalia. In tal caso il contribuente non si deve preoccupare e non deve effettuare alcuna rettifica dei dati, ancorché non coincidenti.

 

Quando scatta l’indicatore di anomalia e come comportarsi

 

Invece l’anomalia scatta se i ricavi dichiarati sono inferiori rispetto al dato presente nell’archivio del Fisco e se la differenza supera una determina soglia indicata nella specifica nota metodologica. In tale ipotesi, il contribuente dovrà comprendere come comportarsi.

L’applicazione dell’indicatore di anomalia potrebbe essere dovuta ad un materiale errore dei ricavi nel modello ISA che sarebbero stati indicati in misura inferiore rispetto a quella effettiva. In tale ipotesi sarà sufficiente effettuare una semplice correzione per eliminare il problema.

Potrebbe però verificarsi che la compilazione del modello ISA sia corretta ed il dato a disposizione del Fisco sia errato. A tal proposito deve essere osservato come l’impresa sia obbligata a dichiarare i ricavi in base al principio di competenza.

Invece i bonifici agevolati presenti all’interno dell’archivio del Fisco sono determinati in base al principio di cassa, cioè tenendo conto dei pagamenti materialmente effettuati.

 

Un esempio anomalia di correzione degli ISA per bonifici in acconto a fine anno

 

Si consideri ad esempio il caso in cui l’impresa abbia incassato nel periodo compreso tra il 15 ed il 31 dicembre dell’anno 2018 numerosi bonifici in acconto per lavori da eseguire.

E’ naturale che il contribuente non abbia dichiarato le somme incassate essendo le stesse relative a lavori che saranno eseguiti nel periodo d’imposta successivo e quindi di competenza del periodo d’imposta 2019.

In tale ipotesi può essere agevolmente spiegata la ragione per cui i ricavi dichiarati risultino di un ammontare inferiore rispetto a quelli presenti nell’archivio del Fisco e determinati sulla base dei bonifici agevolati.

Il contribuente potrà procedere alla rimozione dell’anomalia “correggendo” il dato dei ricavi a disposizione nell’archivio del Fisco.

In tale ipotesi, però, sarà…

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