Le segnalazioni esterne nella crisi di impresa: i creditori qualificati

Premessa

Il Codice della crisi di impresa si sofferma sulla necessità di costituire un sistema di segnalazioni e su una efficiente attività dell’OCRI.

Un ruolo decisivo è dato ai creditori qualificati (Agenzia delle Entrate, Inps, agenti della riscossione) che avvisano il debitore, all’indirizzo pec o con raccomandata a/r all’indirizzo dell’anagrafe tributaria, del superamento della soglia debitoria di interesse in prospettiva della segnalazione vera e propria all’OCRI se nei successivi 90 giorni il debitore non instaura la procedura di composizione assistita o di liquidazione o non provveda a regolarizzare il debito.

L’avviso al debitore deve essere inviato, sia dall’Agenzia delle Entrate, che dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, entro 60 giorni dalla data in cui l’esposizione debitoria supera le soglie di rilevanza fissate distintamente per tali creditori qualificati.

Preliminarmente gli stessi dovranno dare avviso al debitore che la sua esposizione ha superato l’importo rilevante e se entro 3 mesi il debitore non avrà̀ estinto il debito o non avrà raggiunto un accordo con il creditore qualificato ovvero non avrà chiesto ammissione ad una procedura concorsuale scatterà̀ la predetta segnalazione.

Fase di allerta

La procedura d’allerta consiste in una serie di segnalazioni qualificate che devono essere effettuate dagli organi di controllo delle società, ovvero dai creditori pubblici qualificati (Agenzia entrate, INPS e agente della riscossione).

Controllo interno

In particolare, per quel che riguarda gli organi di controllo delle imprese, la segnalazione dello stato di crisi deve avvenire in primo luogo nei confronti degli amministratori (cd. controllo interno), secondo specifiche modalità stabilite dall’art.14 del D.Lgs. 14/2019.

Controllo esterno

Nell’ipotesi in cui, a seguito dell’informativa interna alla società, non vengano prese misure per contrastare la crisi d’impresa (entro il termine massimo di novanta giorni dalla segnalazione), l’organo di controllo deve informare l’Organismo di Composizione della Crisi (OCRI – cd. controllo esterno).

Si evidenzia come nei due meccanismi di allerta il presupposto per la segnalazione non coincide, identificandosi:

  • nell’allerta interna con il fondato indizio della crisi;
  • nell’allerta esterna con l’inadempimento rilevante.

La raccolta delle segnalazioni nelle attività dell’OCRI

Si parla di procedimento di allerta allorché perviene all’OCRI la segnalazione: quindi la prima funzione dell’OCRI è  la raccolta delle segnalazioni.

Tale organismo è costituito presso ciascuna camera di commercio, territorialmente competente in base alla sede legale dell’impresa, ed è composto da un collegio di tre esperti, di cui uno è il referente. In particolare, viene stabilito che un membro del collegio appartenga all’associazione imprenditoriale di categoria del settore di riferimento del debitore.

Gli obblighi informativi ricadono anche su tre istituzioni:

  • Agenzia delle entrate,
  • INPS,
  • Agente della riscossione delle imposte.

Pertanto i nuovi oneri si sostanziano nei seguenti adempimenti:

  • avvisare il debitore che l’esposizione debitoria ha oltrepassato l’importo limite ai fini della segnalazione;
  • segnalare al debitore che, qualora nel termine di giorni 90 decorrenti dalla ricezione dell’avviso, non abbia estinto ovvero altrimenti regolarizzato la propria posizione, oppure non abbia presentato l’istanza per la composizione assistita della crisi, o ancora, la domanda per l’accesso ad una procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza, scatterà la segnalazione all’OCRI.

Il legislatore delegato, per garantire l’attuazione degli obblighi informativi in capo ai tre enti pubblici summenzionati, ha finanche previsto una…

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