Deducibilità spese di ospitalità ai fini delle imposte dirette e dell’I.V.A.

di Federico Gavioli

Pubblicato il 4 aprile 2019

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non sono spese di pubblicità le spese di ospitalità sostenute per soggetti diversi dai clienti: vediamo quali sono gli effetti ai fini delle imposte dirette e dell'IVA

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all'istanza di interpello n. 22, del 1 febbraio 2019, dal titolo “Articolo 108 del TUIR di cui al DPR 22 dicembre 1986, n. 917 e articolo 19-bis1, comma 1, lettera h) del d.P.R. n. 633 del 1972 -  Deducibilità spese di ospitalità ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto”, ha fornito alcuni interessanti chiarimenti in merito alle spese di rappresentanza, che di seguito analizziamo.

Il quesito

Il soggetto istante è un’associazione culturale avente per oggetto sociale lo sviluppo e la diffusione della cultura e della tecnica cinematografica e audiovisiva; essa svolge, altresì, attività commerciale, rivolta alla gestione di due sale cinematografiche nella città in cui ha sede.

Nell'ambito della propria attività caratteristica, l’associazione istante organizza un festival di cinema popolare. Oltre alla programmazione quotidiana di film, l’evento propone alcuni spettacoli correlati, quali esibizioni, workshop con ingresso a pagamento e il mercato cinematografico “Focus”, dedicato agli addetti al settore, anch'esso con quote di partecipazione a pagamento. L’associazione, inoltre, percepisce dei contributi pubblici per l’organizzazione del festival, finalizzati alla parziale copertura dei costi relativi.

Nell'ambito della rassegna cinematografica tenutasi quest’anno, l’associazione istante ha sostenuto spese di ospitalità per le seguenti categorie di soggetti, al fine di raggiungere obiettivi pubblicitari e di incremento dei ricavi di vendita:

  1. vip e testimonial (attori e registi): si tratta di personalità del cinema internazionale, che presentano in sala i film e partecipano agli incontri organizzati a teatro;
  2. giornalisti, docenti e studenti di materie cinematografiche e umanistiche: si tratta di persone che operano a vario titolo nel settore della comunicazione (stampa e web), per le quali sono allestite sale stampa dedicate, al fine della redazione di recensioni, articoli e c.d. “social news”;
  3. relatori addetti del settore: sono esperti di cinema, produttori o distributori, che partecipano alle tavole rotonde di discussione “Focus”, generando passaparola tra un pubblico qualificato ed elevato. In particolare, alla citata categoria appartengono in primo luogo i c.d. “buyers”, ovvero gli esperti che partecipano in qualità di potenziali acquirenti di film all'interno della sezione appositamente dedicata all'interno del Fes