Approvata la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti

Approvate dall’Agenzia delle Entrate le istruzioni per la compilazione ed il modello di domanda per la definizione agevolata delle controversie tributarie, aventi ad oggetto atti impositivi in cui è parte la stessa Agenzia. Entro il termine del 31 maggio 2019, quindi, per ciascuna controversia tributaria autonoma, ossia relativa al singolo atto impugnato, va presentata all’Agenzia delle entrate una distinta domanda di definizione, secondo il modello approvato, esente dall’imposta di bollo, esclusivamente mediante trasmissione telematica

Approvata la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendentiCon il provvedimento del 18 febbraio 2019 prot. n. 39209/2019 l’Agenzia delle entrate ha reso note le modalità di attuazione dell’articolo 6 e dell’articolo 7, comma 2 lettera b) e comma 3, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119. In sostanza, sono state approvate le istruzioni per la compilazione ed il modello di domanda per la definizione agevolata delle controversie tributarie, aventi ad oggetto atti impositivi in cui è parte l’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 6 e dell’articolo 7, comma 2, lettera b) e comma 3, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136.

La scelta di operare con un unico modello trova la sua giustificazione nell’art. 7 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 nella parte in cui per la definizione delle liti pendenti rinvia all’art. 6 per le modalità di definizione prevedendo la norma specifiche percentuali per la definizione delle controversie innanzi alle Commissioni Tributarie, fermo restando che, qualora per ciascuna imposta, IRES o IRAP, l’importo sia superiore a ad euro 30 mila, pur non potendosi applicare le specifiche disposizioni di cui all’art.7 è sempre possibile la definizione ai sensi dell’art. 6 del medesimo decreto.

Entro il termine del 31 maggio 2019, quindi, per ciascuna controversia tributaria autonoma, ossia relativa al singolo atto impugnato, va presentata all’Agenzia delle entrate una distinta domanda di definizione, secondo il modello approvato, esente dall’imposta di bollo, esclusivamente mediante trasmissione telematica.

La trasmissione può effettuata, come espressamente specificato nel provvedimento di approvazione:

  1. direttamente, dai contribuenti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
  2. incaricando uno dei soggetti di cui ai commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322;
  3. recandosi presso uno degli Uffici territoriali di una qualunque Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate, che attesta la presentazione diretta della domanda consegnando al contribuente la stampa del numero di protocollo attribuito.

Quest’ultima precisazione si rende necessaria poiché nelle istruzioni nella parte sull’impegno alla trasmissione telematica nulla viene specificato su come materialmente ciò possa esser fatto.

Si sottolinea, tuttavia, che la data a partire dalla quale sarà disponibile il servizio web per procedere alla compilazione on line e alla trasmissione telematica della domanda di definizione non è stata resa ancora resa nota.

Nel modello si ricorda che le controversie tributarie definibili sono quelle in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, il cui ricorso sia stato notificato alla controparte entro il 24 ottobre 2018 e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva. Le controversie definibili sono quelle che hanno ad oggetto atti impositivi (ad esempio, avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione sanzioni e ogni altro atto di imposizione); sono, quindi, escluse dalla definizione agevolata le controversie aventi ad oggetto unicamente atti di mera liquidazione e riscossione (ad esempio, avvisi di liquidazione, ruoli e cartelle di pagamento).

La domanda di definizione deve essere utilizzata dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o da chi vi è subentrato o ne ha comunque la legittimazione; si ricorda infatti che l’istanza può essere presentata dagli eredi, in caso di decesso del ricorrente, o dal curatore fallimentare.

Devono essere indicati inoltre i dati relativi alla singola vertenza che si vuol definire, indicando l’organo giurisdizionale innanzi al quale pende la vertenza, ovvero in caso di pendenza dei termini di impugnazione…

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