Le autofatture elettroniche

Le autofatture elettronichePremessa

Si assiste in questi giorni ad una certa apprensione dei contribuenti e dei loro consulenti, avallata anche dalla stampa specializzata, relativamente al fatto che la moratoria delle sanzioni sulla tardività di emissione delle fatture e delle autofatture “denuncia” in formato xml fino al 30/06/2019 per i contribuenti trimestrali, allargata al 30/09/2019 per i soli contribuenti mensili, possa considerarsi addirittura una “beffa” per il cessionario/committente che finirebbe per pagare sanzioni, ancorché ridotte al 20%, non riuscendo materialmente ad emettere nei termini l’autofattura “denuncia” per la dovuta regolarizzazione qualora non avesse ricevuto la fattura in formato elettronico entro i canonici 4 mesi dal momento di effettuazione dell’operazione.

Come sappiamo l’art. 6, comma 8, lettera a) del D.lgs. 471/1997 dispone che se il cessionario/committente non ha ricevuto la fattura, entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione è tenuto a presentare all’ADE di competenza (rectius dal 01.01.2019 inviare tramite il SdI), “previo pagamento dell’imposta, entro il trentesimo giorno successivo, un documento in duplice esemplare (c.d. autofattura “denuncia”) dal quale risultino le indicazioni prescritte dall’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, relativo alla fatturazione delle operazioni”.

L’art. 10 del D.L. 119/2018, modificando l’art. 1, comma 6, del D.lgs. 127/2015, dispone che “Per il primo semestre del periodo d’imposta 2019 le sanzioni di cui ai periodi precedenti (si tratta delle sanzioni per tardiva/omessa fatturazione e autofatturazione “denuncia”): a) non si applicano se la fattura (cartacea o elettronica) è emessa con le modalità di cui al comma 3 entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del DPR 23/03/1998, n. 100; b) si applicano con riduzione dell’80 per cento a condizione che la fattura elettronica sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto del periodo successivo. Per i contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto con cadenza mensile le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano fino al 30 settembre 2019”.

Il fatto che nella norma di moratoria delle sanzioni si faccia riferimento all’emissione tardiva della sola fattura e non anche dell’autofattura, fa comprendere come quest’ultima sia considerata fattura a tutti gli effetti, ancorché emessa dal cessionario/committente anziché dal cedente/prestatore.

Alla luce di questi periodi di sospensione delle sanzioni, alcuni interpreti della normativa fiscale si sono interrogati sulla tempistica intercorrente tra l’emissione della fattura in formato elettronico da parte del cedente/prestatore (possibile anche oltre i quattro mesi previsti dall’art. 6, comma 8, lettera a) del D.lgs. 471/1997 in caso di contribuente trimestrale) e la possibilità per il cessionario/committente di rispettare il termine per l’autofatturazione regolarizzatrice; arrivando ad ipotizzare, a causa della moratoria sulle sanzioni, l’inevitabile assoggettamento a sanzione del cessionario/committente che non avrebbe il tempo sufficiente per regolarizzare, autofatturandosi, una fattura non emessa nei termini dal cedente/prestatore.

Non sono completamente d’accordo e vorrei provare a smentire questi profeti di sventura!

Ho ricostruito in una tabella i termini di emissione e di regolarizzazione per valutare il fenomeno scaturente da questa moratoria in considerazione anche delle possibili differenti periodicità di liquidazione IVA tra cedente/prestatore e cessionario/committente.

La prima considerazione, come una premessa, che ritengo di dover fare è che la ricostruzione della tempistica deve avere come base i termini per le liquidazioni mensili e trimestrali…

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