La rottamazione ter e gli incroci con le precedenti rottamazioni

La rottamazione ter e gli incroci con le precedenti rottamazioniUna delle disposizioni più attese dai contribuenti è quella che riguarda la c.d. Rottamazione –Ter, cioè la possibilità di definire con il Fisco la richiesta di pagamento delle somme iscritte a ruolo e prese in carico del concessionario della Riscossione.

La notifica della cartelle anticipa l’avvio delle azioni esecutive. In conseguenza di ciò il contribuente potrebbe ricevere, successivamente, la notifica del fermo amministrativo relativo all’autovettura di sua proprietà, un preavviso di iscrizione ipotecaria, e così via.

Al fine di evitare queste conseguenze il contribuente può presentare all’Agente della riscossione, anche a mezzo PEC, apposita istanza al fine di definire la propria pendenza beneficiando della cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora.

La semplice presentazione dell’istanza, da effettuarsi entro il 30 aprile prossimo, blocca le azioni esecutive che riprenderanno solo laddove il contribuente omettesse il pagamento in tutto o in parte della somma dovuta. Le medesime conseguenze si verificheranno anche nell’ipotesi di pagamento tardivo di una o più rate nel caso in cui il contribuente non intenda pagare in un’unica soluzione.

La disciplina di riferimento è dettata dall’art. 3 del decreto – legge n. 119/2018 la cui rubrica è “Definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione”.

In generale deve essere osservato come la nuova misura preveda, rispetto alle due precedenti versioni della “Rottamazione”, meno vincoli per l’adesione. Ciò con l’intento di stimolare i contribuenti ad avvalersi della nuova opportunità.

In primis vengono superate le limitazioni previste per coloro che avevano aderito alle precedenti versioni della “Rottamazione”. Conseguentemente se il contribuente non ha versato tutte le rate o le ha versate tardivamente, può comunque beneficiare ancora una volta dell’opportunità presentando l’apposita istanza al concessionario della riscossione entro il 30 aprile prossimo. Questa opportunità riguarda coloro che hanno presentato l’istanza entro la prima scadenza del 21 aprile 2017, avvalendosi della disciplina di cui al D.L. n. 193/2016.

I soggetti decaduti dalla prima rottamazione, cioè che hanno presentato la prima istanza entro il 21 aprile 2017, possono ora essere ammessi alla definizione agevolata senza alcuna specifica condizione. Possono quindi fruire dell’ulteriore vantaggio di versare la somma complessivamente dovuta in cinque anni e con rate semestrali.

I soggetti che hanno fruito della definizione prevista dalla “Rottamazione – bis” per i carichi 2000/2016 e 1° gennaio – 30 settembre 2017 possono fruire di un duplice vantaggio. In particolare possono rientrate nella rottamazione se decaduti; o se hanno effettuato regolarmente i pagamenti delle rate scadute, possono “spalmare” il debito residuo in cinque anni.

Questi soggetti devono pagare le rate riferite ai mesi di luglio, settembre ed ottobre entro il 7 dicembre. Si tratta di una vera e propria riapertura dei termini senza alcuna maggiorazione. Infatti, in mancanza di tale previsione, nell’ipotesi in cui il contribuente avesse saltato una delle predette rate scadute, sarebbe decaduto dal beneficio della rottamazione.

Anche i tardivi versamenti sono automaticamente regolarizzati proprio in quanto già effettuati entro la nuova scadenza del 7 dicembre. Entro tale data dovrà essere però versata la rata in scadenza entro il mese di ottobre. Una volta regolarizzate le somme pregresse entro il 7 dicembre, le rate aventi scadenza in origine nei mesi di novembre 2018 e febbraio 2019 potranno essere versate entro cinque anni, con l’applicazione degli interessi dello 0,3 per cento.

Il concessionario della Riscossione comunicherà ai contribuenti automaticamente le nuove scadenze ed i nuovi importi delle rate dovute.

La nuova “Rottamazione” riguarderà anche i contribuenti che intendono avvalersene con riferimento ai…

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