Prestazioni occasionali: le modifiche introdotte dal Decreto Dignità

prestazioni occasionaliIl Decreto Dignità introduce una serie di modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali dopo le novità introdotte dal legislatore con la Manovra Correttiva 2017 che ha fortemente riveduto tale tipologia di prestazioni

L’art. 2-bis, del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, meglio conosciuto come il Decreto Dignità, convertito con modifiche in legge 9 agosto 2018, n. 96 (G.U. n. 186 dell’11 agosto 2018), rubricato “Disposizioni in materia di prestazioni occasionali”, introduce una serie di modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali contenute nell’art. 54-bis del D.L. 50/2017, meglio conosciuta come la Manovra Correttiva 2017.

Le modifiche introdotte dalla Manovra Correttiva 2017

Con il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, recante il titolo “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, meglio conosciuta come la “Manovra Correttiva 2017”, sono state introdotte importanti novità oltreché di carattere fiscale anche in materia di lavoro; il decreto è stato convertito con modifiche, nella legge 21 giugno 2017, n.96.

In particolare, in sede di conversione con modifiche del citato decreto legge 50/2017, l’articolo 54-bis introduce una nuova disciplina lavoristica, inerente allo svolgimento di prestazioni occasionali. Tali norme operano una distinzione di base, rilevante, tra l’altro, per:

  • i profili del compenso minimo, della contribuzione previdenziale e dei limiti di ammissibilità del ricorso a tali prestazioni, tra i casi in cui queste ultime siano utilizzate da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di un’attività professionale o di impresa e gli altri casi;
  • nell’ambito di questi ultimi, un’ulteriore distinzione riguarda le ipotesi in cui il committente sia una pubblica amministrazione.

Un’altra distinzione concerne i casi in cui il prestatore di lavori occasionali rientri in una delle categorie di soggetti, per le quali si applicano limiti quantitativi più ampi per il ricorso a tali prestazioni.

Le prestazioni di lavoro occasionale

Le attività lavorative occasionali indicate nell’articolo 54-bis, della Manovra Correttiva 2017, sono costituite da quelle che danno luogo (in un anno civile) a compensi complessivamente non superiori a:

  • 5.000 euro, per ciascun prestatore con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • 6.000 euro, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • 2.500 euro, per prestazioni rese complessivamente da ogni prestatore in favore dello stesso utilizzatore.

Detti importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore, ossia al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

Ai fini del rispetto dei limiti di compenso annuo riferiti a ciascun utilizzatore con riguardo alla totalità dei prestatori – lettera b) – la misura del compenso è calcolata sulla base del 75% del suo effettivo importo per le seguenti categorie di prestatori:

  1. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  2. giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  3. persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19, del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150;
  4. percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI o SIA, che costituisce la prestazione di sostegno all’inclusione attualmente vigente e destinata ad essere sostituita dal REI), ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Pertanto, i limiti di compenso complessivo, di cui alle lettere a) e c), riferiti a ciascun singolo prestatore, sono sempre da considerare nel loro valore nominale.

Diversamente, un singolo utilizzatore, ai fini del rispetto del limite economico di cui alla lettera b), potrà computare nella misura del 75% i compensi erogati a…

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