Cash pooling e procedure di rimborso

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 25 ottobre 2018



In caso di corresponsione di dividendi da parte di una società italiana all’holding francese, anche se, in esecuzione di un contratto di cash pooling, si sia verificata la compensazione tra le rispettive posizioni debitorie, l'incasso dei dividendi resta un fatto fiscalmente rilevante e dà quindi diritto, per ciò stesso, al rimborso del credito di imposta

cash poolingIn caso di corresponsione di dividendi da parte di una società italiana all’holding francese, anche se, in esecuzione di un contratto di cash pooling, si sia verificata la compensazione tra le rispettive posizioni debitorie, l'incasso dei dividendi resta un fatto fiscalmente rilevante e dà quindi diritto, per ciò stesso, al rimborso del credito di imposta.

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 13933 del 31/05/2018, ha chiarito alcuni rilevanti aspetti in tema di cash pooling, procedura spesso utilizzata all’interno dei gruppi societari, con l'obiettivo di ottimizzare la gestione finanziaria complessiva.

Il cash pooling può essere definito come un sistema finalizzato alla gestione centralizzata dei vari saldi attivi e passivi dei conti correnti delle diverse società appartenenti ad un gruppo aziendale da parte di una società preposta a tale scopo.

Questo sistema di gestione della tesoreria di un gruppo aziendale consente:      

1) l'ottimizzazione del fabbisogno finanziario con riduzione dei correlati oneri finanziari;      

2) la concessione di finanziamenti centralizzati, a tassi più convenienti di quelli del sistema bancario, alle altre società del gruppo.

IL CASO

Nel caso di specie, una società, nella sua qualità di holding di diritto francese che aveva riscosso dividendi dalla società italiana di cui deteneva il 95% del capitale sociale, formulava istanza di rimborso dei crediti d'imposta sui dividendi distribuiti dalla società i