Responsabilità solidale in caso di appalti: i chiarimenti

In tema di responsabilità solidale in caso di appalti di opere e servizi tra committente e appaltatore con riferimento a trattamenti retributivi, TFR, contributi e premi assicurativi, in origine era prevista una deroga alla responsabilità solidale qualora la contrattazione collettiva avesse previsto specifiche procedure di controllo e verifica della regolarità degli appalti. Ebbene, dopo la soppressione della possibilità di deroga alla responsabilità solidale, alcuni dubbi sono rimasti irrisolti fino alla pubblicazione della risposta da parte del Ministero del Lavoro

appaltiL’art. 29, co. 2, D.Lgs. n. 276/2003 prevede la responsabilità solidale in caso di appalti di opere e servizi tra committente e appaltatore con riferimento a trattamenti retributivi, TFR, contributi e premi assicurativi. Prima del D.L. n. 25/2017 tale disposizione prevedeva anche una deroga alla responsabilità solidale qualora la contrattazione collettiva avesse previsto specifiche procedure di controllo e verifica della regolarità degli appalti. Ebbene, dopo la soppressione della possibilità di deroga alla responsabilità solidale, alcuni dubbi sono rimasti irrisolti fino alla pubblicazione della risposta all’Interpello n. 5/2018 da parte del Ministero del Lavoro.

L’excursus normativo in materia di responsabilità solidale negli appalti

Il Decreto Legislativo n. 276/2003, all’articolo 29, comma 2, fino a qualche anno fa prevedeva – prima cioè della modifica apportata con l’articolo 2 del D.L. 17 marzo 2017 n. 25, convertito con L. n. 49/2017 – l’esclusione della responsabilità solidale in caso di appalto in alcune specifiche circostanze.

Nello specifico, l’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, prevede che in caso di appalto di opere o servizi il committente imprenditore ovvero il datore di lavoro sono obbligati in solido con l’appaltatore così come con tutti gli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di TFR, i contributi previdenziali, e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, ad esclusione di tutti gli obblighi riguardanti le sanzioni civili, caso in cui continua a rispondere interamente il responsabile dell’inadempimento.

L’esclusione prevista dal comma 2 dell’art. 29, soppressa con l’introduzione del D.L. n.  25/2017, prevedeva però una deroga alla responsabilità solidale in caso di appalto nella circostanza in cui i contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore avessero individuato specifici metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti medesimi.

Tale deroga, come già anticipato, è stata soppressa dall’articolo 2 del D.L. n. 25/2017, convertito con L. n. 49/2017, spogliando così la contrattazione collettiva della possibilità di derogare al principio di solidarietà del committente per i crediti retributivi vantati dal lavoratore impiegato dall’appaltatore, nel caso in cui la contrattazione medesima avesse individuato metodi e procedure tali da poter controllare e verificare la regolarità complessiva degli appalti.

L’interpello del MLPS per chiarire i dubbi

In relazione alla soppressione della possibilità di deroga al regime della responsabilità solidale, molti sono rimasti i dubbi irrisolti, tali da rendere necessario un intervento ufficiale da parte del Ministero del Lavoro, il quale con risposta all’Interpello n. 5/2018 chiarisce i dubbi di UGL terziario in relazione innanzitutto alla corretta interpretazione del disposto di cui all’articolo 29, comma 2, del D.L. n. 276/2003 a seguito delle modifiche apportate, e poi in relazione alla natura retroattiva o meno della disposizione in questione.

Come detto, il primo dubbio riguarda la corretta applicazione di tale modifica apportata, in quanto è necessario comprendere come bisogna comportarsi ora che non si ha più la possibilità di deroga alla responsabilità solidale da parte dei soggetti coinvolti nell’appalto: infatti i contratti collettivi che con riferimento alla previgente versione dell’articolo 29, comma 2, avessero attuato misure di verifica e controllo della regolarità complessiva così come degli altri atti contrattuali derivanti dalla applicazione di tali misure, a seguito della modifica apportata perderebbero sostanzialmente la possibilità che il contratto collettivo introduca una deroga…

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