Cessione del credito IVA per atto pubblico scrittura privata autenticata: liquidità immediata per le imprese

La cessione del credito IVA rappresenta uno degli istituti attraverso cui è facilmente ottenibile della liquidità immediata per le imprese. Solo il credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale può essere ceduto.
Questo in base a quanto disposto dall’art. 38-bis DPR 633/72. ai fini della cessione del credito Iva annuale chiesto a rimborso, è necessario notificare all’ufficio delle Entrate territorialmente competente l’avvenuta cessione del credito. Così come previsto dall’articolo 69 R.D. 2440/23.
Tale cessione deve risultare da atto pubblico o da scrittura privata autenticata. Con l’obbligo, per il cedente, di inviarne copia autentica al suddetto ufficio.
Rif. Normativi:
Risoluzione 39/E del 28 marzo 2017
DM 384/1997
Cassazione 12455/2001
Cassazione 12552/2016
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Premessa 
La cessione del credito rappresenta uno degli istituti attraverso cui è facilmente ottenibile della liquidità immediata per le imprese.
Con la cessione del credito, quest’ultimo, mediante il consenso delle parti legittimamente manifestato (secondo il principio consensualistico, tipico dei contratti a effetti reali), passa da un soggetto a un altro. L’obbligazione trasferita, pertanto, rimane inalterata in tutti i suoi elementi, salvo che dal lato soggettivo, in cui si ha una “successione del credito a titolo particolare”.
La cessione a terzi del credito Iva annuale, preventivamente chiesto a rimborso nel quadro VR della dichiarazione IVA, deve risultare da atto pubblico o da scrittura privata autenticata dal notaio. L’atto deve contenere l’esatta individuazione delle parti e dell’importo del credito ceduto.
Solo il credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale può essere ceduto. Questo in base a quanto disposto dall’art. 38-bis DPR 633/72.
La cessione deve risultare da atto pubblico o da scrittura privata autenticata; il cedente è obbligato ad inviare una copia all’Ufficio delle Entrate territorialmente competente.
Cessione del credito Iva: disciplina fiscale 
La cessione del credito Iva può essere ceduto solo se risultante dalla dichiarazione Iva (annuale o infrannuale) e deve avvenire necessariamente attraverso atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Dall’atto devono risultare chiaramente le parti contraenti, l’oggetto del contratto, cioè l’importo del credito ceduto, e l’obbligo di notificare la cessione al debitore ceduto.
Attenzione: Il concetto di credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale non va riferito soltanto alle somme chieste a rimborso con la dichiarazione stessa, ma può essere esteso agli importi richiesti a rimborso in sede trimestrale, ai sensi del secondo comma dell’art. 38-bis del DPR n. 633/72, sotto la condizione che il credito, rimborsabile infrannualmente, trovi successiva conferma nella dichiarazione annuale.
Il soggetto cedente, di conseguenza, ha l’obbligo di notificare l’avvenuta cessione del credito, mediante l’invio di copia autenticata dell’atto, all’ufficio competente e all’agente della riscossione.
Attenzione: La cessione sarà inefficace nei confronti dell’Amministrazione se, al momento della notifica risulteranno importi iscritti a ruolo relativi a tributi erariali a carico del cedente. In tal caso la cessione avrà effetto solo per gli importi eccedenti quelli iscritti a ruolo.
Inoltre va precisato che per la cessione da parte di un soggetto a terzi, ci sono alcune delimitazioni; infatti, riguarda soltanto i crediti che risultano effettivamente elencati nel suddetto quadro VR del modello Iva, mentre quelli dei primi tre trimestri non si possono cedere, salvo che non siano stati inseriti nella dichiarazione annuale da effettuare entro il 30 aprile.
Condizione preliminare è che il credito Iva oggetto della cessione sia stato richiesto a rimborso: il cedente deve aver chiesto il rimborso attraverso la presentazione della dichiarazione Iva annuale.
La quota, sommata agli altri importi …

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