Presupposti di deducibilità delle svalutazioni di crediti e distinzione rispetto alle perdite su crediti

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 11 giugno 2018



E’ legittima l'imputazione a conto economico dei crediti integralmente svalutati, che, prescindendo dal criterio quantitativo, poggi esclusivamente sulla sussistenza del rischio d'inesigibilità ragionevolmente prevedibile, ma non ancora definitiva. L'esatto discrimine tra perdite sui crediti e valutazioni dei crediti è segnato dalla definitività del venire meno della voce, avendosi perdita del credito quando esso è divenuto definitivamente inesigibile, ed avendosi invece svalutazione, totale o parziale, del credito, quando c’è una perdita solo potenziale, ma non ancora certa e definitiva

E’ legittima l'imputazione a conto economico dei crediti integralmente svalutati, che, prescindendo dal criterio quantitativo, poggi esclusivamente sulla sussistenza del rischio d'inesigibilità ragionevolmente prevedibile, ma non ancora definitiva. L'esatto discrimine tra perdite sui crediti e «valutazioni dei crediti è segnato dalla definitività del venire meno della voce, avendosi perdita del credito quando esso è divenuto definitivamente inesigibile, ed avendosi invece svalutazione, totale o parziale, del credito, quando c’è una perdita solo potenziale, ma non ancora certa e definitiva.

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 10685 del 4/5/2018, ha espresso rilevanti, e per certi versi anche innovative, considerazioni in tema di deducibilità delle perdite su crediti.

Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, che, confermando la sentenza di primo grado, aveva annullato l'avviso di accertamento nei confronti di un istituto finanziario, avente ad oggetto il recupero a tassazione, per il periodo d'imposta 2003, ai fini IRES e IRAP, delle svalutazioni integrali dei crediti in sofferenza, quali poste indeducibili.

Il giudice d'appello aveva infatti ritenuto che la banca avesse legittimamente iscritto i crediti a conto economico, svalutandoli integralmente, senza invece imputarli a perdite su cr