Cartella nulla senza calcolo interessi

La cartella di pagamento deve indicare il calcolo degli interessi maturati pena la nullità della stessa cartella, pertanto la cartella di pagamento degli interessi maturati su un debito tributario deve essere motivata affinché il contribuente possa essere in grado di verificare la correttezza del calcolo degli interessi (Cass. n. 10481/2018).

La cartella di pagamento è un atto amministrativo di esecuzione, avente natura di intimazione al pagamento e di avviso di mora, che racchiude le funzioni di titolo esecutivo in quanto in esso è incorporato il ruolo e di precetto.

La cartella di pagamento non è un atto impositivo ma è un atto dell’agente di riscossione redatta  secondo il modello approvato con decreto del Ministero delle finanze (art. 25, comma. 2, DPR n. 602/1973) e deve contenere l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione, con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata; essa presuppone l’iscrizione a ruolo della sanzione amministrativa con i relativi interessi

Nella fattispecie in esame la contribuente ha impugnato la cartella di pagamento con cui l’Agenzia delle Entrate ha iscritto a ruolo una maggiore Irpef anno 1996 a seguito di una sentenza irrevocabile.

La CTR ha annullato l’atto impositivo limitatamente all’importo degli interessi dovuti in quanto non erano stati indicati i criteri di calcolo. L’Agenzia ha proposto ricorso per Cassazione eccependo l’erroneità della sentenza di appello che ha ritenuto necessaria l’esplicitazione nella cartella di pagamento, redatta secondo il modello ministeriale, dei criteri di calcolo degli interessi in quanto gli stessi erano predeterminati per legge.

La Suprema Corte ha affermato che in tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento degli interessi maturati su un debito tributario deve essere motivata atteso che il contribuente deve essere messo in grado di verificare la correttezza sul calcolo degli interessi.

Pertanto nella cartella di pagamento non può essere riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità di imposta.

Tale ratio decidendi che conduce ad un computo degli interessi “criptico” e non comprensibile anche in virtù di un eventuale lungo periodo di imposta considerato, non trova conforto nell’art. 20 del DPR n. 602/1973, venendo in rilievo non la spettanza degli interessi ma proprio “il modo con cui è stato calcolato il totale riportato nella cartella di pagamento (cfr. Cass. n. 15554/2017).

I giudici di legittimità hanno respinto, quindi, il ricorso dell’Agenzia delle entrate senza necessità di provvedere alle spese di lite, attesa la mancata costituzione in giudizio della ricorrente e l’Agenzia per essere amministrazione ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato.

Giurisprudenza

La cartella di pagamento, quando non sia stata preceduta da un avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile – indicando il tasso di interesse e del metodo di calcolo -, atteso che tale obbligo deriva dai principi di carattere generale contenuti nell’art. 7  della legge n. 212/2000 (Cass. n. n. 24933/2016).

Sull’argomento in esame, tuttavia, si segnala un precedente pronunciamento che, contrariamente,  ha ritenuto che la cartella di pagamento emessa per la riscossione degli interessi è nulla se non indica il tasso di interesse applicato; la mancanza del tasso di interesse e del metodo di calcolo impedisce di fatto il controllo sulla correttezza della somma dovuta.

Sul tema si segnala, comunque, un orientamento difforme dalla sentenza che occupa secondo cui la cartella emessa dall’Agenzia della riscossione è valida anche senza il calcolo degli interessi di mora. Secondo la Corte la cartella non è un…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it