Esecuzione delle verifiche fiscali presso gli uffici dei verificatori, anche se non richiesto dal contribuente

Gli Uffici dell’Amministrazione Finanziaria ed i Reparti della Guardia di Finanza possono esercitare l’accesso presso i locali adibiti esclusivamente all’esercizio di attività economiche anche senza o contro il consenso di chi ha la disponibilità di tali luoghi; lo Statuto del Contribuente ammette la possibilità che la verifica venga svolta in luoghi diversi dalla sede in cui opera il soggetto ispezionato

Come noto, gli artt. 32 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni, 51 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni, consentono all’Amministrazione Finanziaria ed ai Reparti della Guardia di Finanza di eseguire – nei confronti dei contribuenti – accessi, ispezioni documentali, verifiche e ricerche e ogni altra rilevazione ritenuta utile per l’accertamento in materia di I.V.A. e II.DD. e per la repressione dell’evasione e delle altre violazioni.

Per quanto concerne l’accesso presso i locali adibiti esclusivamente all’esercizio di attività economiche – come emerge da una lettura sistematica delle richiamate norme con le disposizioni di cui all’art. 12 della Legge n. 212/2000 – gli Uffici dell’Amministrazione Finanziaria ed i Reparti della Guardia di Finanza possono esercitare tali potestà, anche senza o contro il consenso di chi ha la disponibilità di tali luoghi, purché siano tali da arrecare la minore turbativa possibile all’attività economica posta in essere dal soggetto controllato e alle sue relazioni personali e professionali ovvero sussistano esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo, di cui è necessaria specifica motivazione nei correlati processi verbali redatti in sede di intervento ispettivo.

Sempre le disposizioni (comma 3 dell’art. 12 della Legge n. 212/2000) dello Statuto del Contribuente prevedono – inoltre – che, ove il contribuente ne faccia richiesta, l’esame dei documenti amministrativi e contabili può essere effettuato nell’ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta.

Proprio a tale ultimo riguardo, sono sorte – nel tempo – problematiche applicative, oggetto di interpretazioni giurisprudenziali volte a chiarire la sussistenza o meno di un obbligo, in capo ai verificatori, di procedere ai menzionati esami documentali presso la sede del contribuente ove quest’ultimo non si avvalga della citata facoltà ovvero di procedere a tali azioni ispettive esclusivamente presso il luogo indicato dal soggetto controllato.

Sul punto, occorre chiarire preliminarmente che lo stesso art. 12 della L. n. 212/2000, in più di una circostanza, ammette la possibilità che la verifica venga svolta in luoghi diversi dalla sede in cui opera il soggetto ispezionato; infatti, il comma  1 – nel sancire che “tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività… sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo” – riconosce, implicitamente, l’esistenza di verifiche che, non essendo caratterizzate da “esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo”, non vengono effettuate presso i locali in cui si svolge l’attività economica. Inoltre, il successivo comma 5, da un lato, esplicitamente collega il termine di permanenza massima[1] ivi contemplato alle “verifiche presso la sede del contribuente”, contemplando, quindi, la possibilità che vengano effettuate verifiche in luoghi diversi dalla sede del contribuente e, dall’altro, condiziona la possibilità dei verificatori di ritornare nella sede del contribuente a certi tassativi presupposti, nulla disponendo a proposito della prosecuzione o della ripresa dell’attività ispettiva al di fuori della sede stessa.

Ne consegue che la disposizione di cui al comma 3 dell’art. 12 introduce una mera facoltà del contribuente, senza che la stessa possa assurgere, in mancanza di una richiesta espressa del contribuente, ad istituto vincolante per i verificatori e, quindi, ad un divieto per gli stessi di “spostare” il controllo in ufficio.

In merito, la  Cassazione – con la sentenza n. 28390/2013aveva già ampiamente chiarito come i verificatori siano pienamente legittimati a predisporre discrezionalmente le modalità di svolgimento della propria attività secondo le esigenze…

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