Il nuovo modello LiPe - Liquidazioni Periodiche IVA

Come era ampiamente prevedibile, è stato approvato un nuovo modello da utilizzare per la comunicazione dei dati relativi alle liquidazioni periodiche Iva. Le modifiche sono intervenute ad opera del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 62214 pubblicato il 21 marzo 2018.  La modifica più rilevante riguarda la possibilità di indicare il metodo di calcolo seguito per la determinazione dell’acconto Iva.  Il nuovo modello potrà essere utilizzato a partire dalla comunicazione dei dati relativi alle liquidazioni del periodo gennaio/marzo 2018. Si tratta, in buona sostanza, dei dati del primo trimestre del 2018, che devono essere inviati telematicamente entro il 31 maggio prossimo.
Il sito dell’Agenzia delle entrate precisa che il precedente modello, approvato con provvedimento direttoriale del 27 marzo 2017, potrà essere utilizzato fino al 30 aprile 2018 per correggere, se necessario, i dati già comunicati relativi all’anno 2017.
La modifica principale, che interesserà la maggior parte dei contribuenti, riguarda l’introduzione della casella “Metodo” in corrispondenza del rigo VP13. La casella deve essere compilata indicando il codice corrispondente al metodo utilizzato per il calcolo dell’acconto.  Si tratta, nella sostanza, delle medesime indicazioni di cui al quadro VH, che però da quest’anno deve essere compilato solo laddove il contribuente debba porre rimedio al mancato invio dei dati delle liquidazioni periodiche, ovvero debba correggere i dati precedentemente comunicati contenenti delle inesattezze.
In particolare, deve essere indicato il codice “1” se il contribuente ha applicato il c.d. metodo storico; il codice “2” se ha adottato il criterio previsionale; il codice “3” il metodo analitico o c.d. delle operazioni effettuate; il codice “4” nel caso di applicazione di metodi speciali.
Per quanto riguarda il metodo delle operazioni effettuate l’acconto è pari alla differenza tra l’Iva a debito e l’Iva a credito relativa al periodo 1° ottobre 20 dicembre per i contribuenti che liquidano l’Iva con periodicità trimestrale e 1° – 20 dicembre per i contribuenti mensili.  In passato l’Agenzia delle entrate ha chiarito che in tale ipotesi il contribuente doveva stampare sui registri la liquidazione dell’Iva infrannuale al fine di dimostrare la congruità dell’acconto.  Attualmente, però, non sussiste alcun obbligo di stampare le liquidazioni periodiche nel registro delle fatture e nel registro dei corrispettivi.  Il contribuente deve limitarsi a fornire all’Agenzia delle entrate, in caso di verifica,  ed in forma sistematica, i medesimi dati contenuti nella liquidazione periodica.  Il medesimo obbligo dovrebbe riguardare la liquidazione infrannuale relativa al calcolo dell’acconto Iva da versare entro il 27 dicembre di ogni anno.
Il “nuovo” modello prevede un’ulteriore modifica riguardante le operazioni straordinarie. In particolare, è stata introdotta in corrispondenza del rigo VP1, la casella “Operazioni straordinarie”. La casella deve essere contrassegnata nell’ipotesi di trasferimento del credito Iva alla società avente causa dalla società dante causa.
Le istruzioni ribadiscono poi alcune chiarimenti già forniti in precedenza. Non deve quindi essere inviata la comunicazione in mancanza di operazioni attive o passive.  L’obbligo però sussiste qualora il contribuente debba far confluire all’interno della comunicazione periodica il riporto del credito del periodo precedente.  Per ciò che riguarda il credito risultante dalla dichiarazione Iva annuale il contribuente ha due soluzioni. 
Può ad esempio scegliere di far confluire il credito nella liquidazione periodica sin dal mese di gennaio (o nel periodo gennaio/marzo). In tale ipotesi la comunicazione dei dati deve essere presentata comunque, quindi anche in mancanza di operazioni attive e passive).
Il credito annuale 2017 risulterà dalla liquidazione …

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