Gli elenchi Intrastat 2018

Il prossimo 25 febbraio saranno per la prima volta applicate le semplificazioni introdotte in tema di Intrastat dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane del 25 settembre 2017, n. 194409. A dire il vero l’iter normativo dal quale sono scaturire non è stato affatto lineare.

In un primo momento (inizio 2017), infatti, gli elenchi Intrastat per gli acquisti erano stati soppressi, per poi essere reintrodotti fino al 31.12.2017. Per tutto lo scorso anno si sono susseguiti interventi normativi che hanno trovato la loro conclusione il 25 settembre nel citato Provvedimento che ha reintrodotto a titolo definitivo l’obbligo, ma a sola scadenza mensile e con nuove soglie.

Ad oggi, quindi, gli Intra acquisti (sia beni che servizi) continuano ad essere obbligatori ma con soglie modificate rispetto al passato.

I nuovi elenchi Intra 2 prevedono le stesse modalità di compilazione, ma con sole finalità statistiche e senza cadenza trimestrale.

L’obbligo di presentazione riguarda chi ha effettuato:

– acquisti intracomunitari di beni per più di euro 200.000 in uno dei quattro trimestri precedenti (sezione 1);
– acquisti intracomunitari di servizi per più di euro 100.000 in uno dei quattro trimestri precedenti (sezione 3).

È quindi ben evidente che i contribuenti che hanno effettuato acquisti al di sotto delle summenzionate soglie, sono esonerati dall’adempimento in commento.

Probabilmente però la novità più importante riguarda il nuovo criterio dell’indipendenza delle categorie, il quale prevede che la verifica del superamento delle soglie venga effettuato distintamente per ogni categoria di operazioni.

Come precisato dal citato Provvedimento, infatti, le soglie “operano in ogni caso in maniera indipendente: il superamento della soglia per una singola categoria non incide sulla periodicità relativa alle altre tre categorie di operazioni”.

Ciò significa che se un contribuente ha acquistato, in uno dei 4 trimestri precedenti, beni per euro 300.000 e servizi per euro 10.000, è tenuto alla presentazione dei soli elenchi per i beni (sezione 1).

Diversa invece la questione per gli Intra 1 relativi alle cessioni di beni e servizi, i quali mantengono tutte le vecchie prescrizioni, vale a dire:

  • il loro valore statistico e fiscale;
    – le periodicità sia trimestrale che mensile;
    – la soglia di euro 50.000 al superamento della quale (in uno dei 4 trimestri precedenti) l’obbligo diviene mensile; a nulla rileva in tale contesto che si tratti di cessione di beni o prestazioni di servizi.

Una precisazione è utile farla con riferimento alla sezione 1-bis (cessioni) nella quale, chi ha effettuato cessioni inferiori a euro 100.000 in ciascuno dei 4 trimestri precedenti, ha la possibilità di non compilare i dati statistici.

Da ultimo si segnala la facoltà di compilare a 5 cifre anziché a 6 il codice CPA che identifica la tipologia del servizio.

12 febbraio 2018

Gianfranco Costa e Alessandro Tatone

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