Revisori delle società partecipate: le difficoltà dopo le novità del 2017

l’anno 2017 è stato fin troppo ricco di novità per le società partecipate dalla pubblica amministrazione: dalla riforma Madia allo split payment, dall’anticorruzione ai controlli di legalità: vediamo alcune delle problematiche che dovranno affrontare (e che in parte hanno già affrontato) i revisori legali

Il ruolo di sindaco/revisore nell’ambito delle “partecipate” presenta alcune specificità e particolarità di cui è necessario tenere adeguatamente conto.

Infatti, vi sono diversi elementi peculiari che interessano diversi profili ed aspetti della gestione e devono essere attentamente presidiati proprio dagli organi di controllo in relazione sia al profilo del controllo di legalità (tipicamente caratterizzante il collegio sindacale) sia al profilo del controllo contabile (tipicamente caratterizzante il revisore legale).

Si tratta del riflesso, da un lato, della forte differenziazione dal punto di vista della natura delle risorse gestite e, dall’altro lato, della rilevante evoluzione normativa che ha caratterizzato specificamente tali realtà e che è progressivamente “culminata” proprio nel Testo Unico delle società a partecipazione pubblica (di cui al D.Lgs. 175/2016).

Tra le specificità di imminente avvio è sicuramente da menzionare l’introduzione dello split payment, per effetto della conversione del D.L. 50/2017, che ha esteso tale meccanismo di applicazione dell’imposta anche alle società a controllo pubblico (seppure sulla base di un’accezione di controllo più ristretta rispetto a quella assunta dal T.U. Madia).

In aggiunta, devono essere evidenziate le criticità legate alle procedure che, in diversi ambiti, devono essere utilizzate dalle società a controllo pubblico e che sono derivate dalle pubbliche amministrazioni: in particolare, il riferimento è, soprattutto, alle procedure di acquisto, che implicano il ricorso alle regole del D.Lgs. 50/2016.

Di conseguenza, anche in tale ambito, è necessario che siano attivate apposite verifiche e puntuali riscontri in ordine al rispetto delle regole definite, che sono destinate, tra l’altro, ad avere un impatto estremamente rilevante sulla gestione delle società a controllo pubblico.

Sempre nel quadro di un “controllo di legalità” sono, in aggiunta, da richiamare i molteplici vincoli (da rispettare) che scaturiscono dalle disposizioni del D.Lgs. 175/2016, che concernono – tra l’altro – la quota parte di attività destinata agli enti soci per il mantenimento degli affidamenti, il sistema di governance, la composizione e remunerazione degli organi amministrativi, le clausole che obbligatoriamente lo statuto deve prevedere ed altro ancora.

Si tratta di aspetti, ad evidenza, che possono implicare forme di responsabilità e che devono essere attentamente presidiati da parte dell’organo di controllo, il quale deve garantire una piena conformità normativa all’azione amministrativa svolta da società che, per effetto dell’evoluzione normativa intervenuta, si sono progressivamente avvicinate alle regole di funzionamento delle pubbliche amministrazioni.

E’ poi da segnalare il tema dell’anticorruzione e della trasparenza, che ha assunto crescente importanza, e che trova applicazione in modo integrale nel contesto delle società a controllo pubblico, nelle quali è richiesto di predisporre un piano triennale anticorruzione, di nominare il relativo responsabile e di rispettare tutta una serie di obblighi di trasparenza, anche estremamente ampi e diffusi (basti pensare alle indicazioni delle Linee Guida ANAC n° 8/2015 ed alle recenti in via di pubblicazione).

In ultimo, meritano di essere sottolineati (nella descritta logica) due ulteriori adempimenti, sempre specifici, che interessano gli organi di controllo delle società pubbliche: da una parte, la circolarizzazione dei debiti/crediti nei confronti dell’ente socio in vista della formazione del rendiconto della gestione di quest’ultimo (che impone la sottoscrizione anche ai revisori delle partecipate) e, dall’altra parte, le verifiche in ordine ai pagamenti da eseguire, con particolare riferimento al controllo degli inadempimenti (regolarità fiscale) per gli importi superiori a 10.000 euro.

27 gennaio 2018

Marco Rossi

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