Imprese di ristorazione e alberghiere dissimulate sotto forma di agriturismo - I controlli del fisco

spesso attività del settore della ristorazione o alberghiero cercano di acquisire lo status di agriturismo per godere del regime fiscale di favore previsto per tali attività; in questo articolo analizziamo il regime fiscale (a fini IVA e dirette) delle attività di agriturismo e come si svolgono i controlli del Fisco per scovare i falsi agriturismi: l’attività agricola deve essere prevalente rispetto a quella connessa agrituristica

Normativa in tema di agriturismo

A norma della L. n. 730 del 1985 e della successiva L. n. 96 del 2006, l’attività di agriturismo si qualifica come attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 c.c., attraverso l’utilizzazione della propria azienda, in rapporto di connessione e complementarità rispetto alla coltivazione del fondo, silvicoltura, all’allevamento di bestiame. Rientrano tra tali attività, la somministrazione sul posto di pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri (cd. prevalenza quantitativa).
Sono considerati di produzione propria le bevande ed i cibi prodotti e lavorati nell’azienda agricola, nonché quelli ricavati da materie prime dell’azienda agricola anche attraverso lavorazioni esterne.

Requisiti oggettivi

E’ necessario il rapporto di prevalenza dell’attività agricola rispetto a quella connessa agrituristica.
L’articolo 2 della legge quadro nazionale sull’agriturismo n. 730/1985 definisce l’agriturismo come “ogni attività di ricezione e ospitalità esercitata dagli imprenditori agricoli attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione3 e complementarità rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali”.
Ne consegue che l’attività agrituristica deve essere considerata come attività connessa e complementare a quella agricola, che rimane quindi in ogni caso l’attività prevalente dalla quale trarre la maggior parte del reddito aziendale e quindi i prodotti utilizzati o trasformati soprattutto nella ristorazione dell’agriturismo.

Il principale requisito oggettivo è costituito dalla disponibilità di un’azienda agricola nella quale si pratica la coltivazione di una o più colture, l’allevamento di una o più specie animali e/o ogni altra attività agricola compresa la silvicoltura e dalla disponibilità di fabbricati da utilizzare per un’attività agrituristica completa o parziale. Tali fabbricati, eventualmente anche da restaurare, devono però essere già utilizzati nell’ambito dell’attività agricola per poi essere destinati in parte o completamente all’attività agrituristica. In definitiva, quindi le attività agrituristiche possono essere esercitate esclusivamente in una azienda agricola utilizzando il fondo e i fabbricati rurali, tutti o in parte, che non vengono più utilizzati per la normale attività agricola o per gli usi abitativi dell’imprenditore e della sua famiglia. 
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