La informativa di presa in carico delle somme da riscuotere è impugnabile dal contribuente?

di Antonino Russo

Pubblicato il 18 ottobre 2017

una querelle giurisprudenziale sorta con l'arrivo degli accertamenti esecutivi nel lontato 2011: l'informativa di presa in carico delle somme da riscuotere è atto impugnabile dal contribuente?

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateIl quadro normativo

Come si ricorderà a far data dall’1 ottobre 2011 entrava in vigore il regime degli accertamenti esecutivi. Con l’intento di semplificare e, di conseguenza, velocizzare la riscossione, l’art. 29, comma 1, del D.L. n. 78/2010, introduceva , per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico, l’accertamento esecutivo (o “impoesattivo”) con la triplice funzione di atto di accertamento, atto di riscossione e atto di precetto.

A sua volta, l’art. 8, comma 12, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 introduceva, oltre all’allungamento di un anno del termine di decadenza per l’avvio dell’azione esecutiva, l’informativa di avvenuta presa a carico, da parte dell’agente della riscossione, delle somme da riscuotere in ordine all’accertamento notificato.

La disposizione (assunta dal legislatore nel marzo 2012) obbediva ad una esigenza di trasparenza amministrativa, concentrabile nella circostanza che la notizia al contribuente dell’affidamento in carico di somme da riscuotere, agevola il destinatario ad avanzare un piano di rateazione delle stesse e, nel contempo, consente a tutti i protagonisti del rapporto tributario di riscontrare eventuali difetti sviluppatisi nelle maglie operative dell’atto impositivo notificato.

È infatti di palmare evidenza che, sul piano eminentemente pratico e per mero esempio, qualora erroneamente si ritenesse avvenuta la notificazione dell’accertamento esecutivo, la prima manifestazione della pretesa impositiva nei confronti del contribuente potrebbe di fatto essere un atto dell’Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia).

Alla luce di queste considerazioni, si può altresì comprendere quanto sia stata opportuna l’introduzione, nella normativa tributaria vigente, dell’informativa de qua; si può, infatti, ritenere che il legislatore abbia voluto prevedere un mezzo che possa dare “traccia” delle attività erariali avviate nei confronti del contribuente in buona fede ovvero del soggetto erroneamente ritenuto destinatario della corretta notific