A proposito di motivazione della sentenza

libraryCon la sentenza n. 18231 del 16 settembre 2016 la Corte di Cassazione torna ad affrontare una questione particolarmente importante in sede contenziosa: la motivazione della sentenza.

Il principio affermato

La Corte, dopo aver premesso che “la sentenza è affetta da vizio di motivazione apparente quando il giudice di merito omette di indicare, gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento ovvero indica tali elementi senza una approfondita disamina logica e giuridica, rendendo in tal modo impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo ragionamento (9113/12; 1756/06; 2067/98)”, ha rilevato che nel caso di specie “la sentenza impugnata si espone inconfutabilmente alla rilevata manchevolezza processuale, avendo la Corte anche di recente ricordato, a riprova del fatto che l’obbligo costituzionale della motivazione non è soddisfatto ove non si estrinsechi in un apprezzamento critico delle ragioni di ciascuna delle parti, che la sentenza motivata “mediante mera adesione acritica all’atto d’impugnazione, senza indicazione né della tesi in esso sostenuta, né delle ragioni di condivisione, è affetta da nullità, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c., per violazione dell’art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c., in quanto corredata da motivazione solo apparente” (20648/15). Invero limitandosi a constatare che le deduzioni difensive dell’appellante “sono le stesse con le quali aveva sostenuto l’avviso di accertamento” e condividendo “le concise argomentazioni giuridiche” fatte proprie dai giudici di prime cure, senza provvedere al minimo esame delle prime e senza riprodurre il contenuto delle seconde, in tal modo astenendosi da ogni vaglio critico delle une e delle altre, la CTR ha mostrato di ignorare il doveroso compito motivazionale sotteso all’ufficio decisionale assunto nella specie, assolvendo il relativo obbligo solo in modo apparente”.

Né, ricorrono i presupposti per riconoscere che “la CTR abbia legittimamente motivato la propria decisione per relationem, poiché, atteso che secondo il consolidato dictum di questa Corte la motivazione per relationem della sentenza pronunciata in sede di gravame, è legittima a condizione che il giudice d’appello, facendo proprie le argomentazioni del primo giudice, esprima, sia pure in modo sintetico, le ragioni della conferma della pronuncia in relazione ai motivi di impugnazione proposti, in modo che il percorso argomentativo desumibile attraverso la parte motiva delle due sentenze risulti appagante e corretto (11138/11; 18625/10; 15843/08)”.

Nel caso di specie “ la sentenza impugnata non si sottrae alla doverosa cassazione, dal momento che la laconicità della motivazione adottata, formulata in termini di mera adesione alle argomentazioni dei primi giudici e senza alcuna ricognizione delle ragioni di impugnazione dispiegate dall’appellante, non consente in alcun modo di ritenere che all’affermazione di condivisione del giudizio di primo grado il giudice di appello sia pervenuto attraverso l’esame e la valutazione di infondatezza dei motivi di gravame”.

Il quadro giurisprudenziale

La sentenza che si annota si inserisce in quel filone giurisprudenziale che prende di fatto le mosse dai principi espressi a SS.UU., con la sentenza n. 14814 del 19 febbraio 2008 (dep. il 4 giugno 2008)1, dove era stato affermato che la motivazione di una sentenza può essere redatta per relationem ad altra sentenza, purché la motivazione stessa non si limiti alla mera indicazione della fonte di riferimento, occorrendo la riproduzione dei contenuti mutuati, e che questi diventino oggetto di autonoma valutazione critica nel contesto della diversa (anche se connessa) causa sub iudice, in maniera tale da consentire anche la verifica della compatibilità logico-giuridica dell’innesto. Per le Sezioni Unite, la mancanza di una autonoma ed esauriente motivazione, non consente il controllo di legittimità sull’operato del giudice (criteri di…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it