A chi giova l’impugnazione dell’avviso bonario?

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 24 gennaio 2017

è possibile impugnare l'avviso bonario ma con la successiva necessità per il contribuente di impugnare anche la cartella, pena la definitività dell’atto; quindi... conviene?

dubbiCon la sentenza n. 27494 del 30 dicembre 2016 la Corte di Cassazione conferma l’impugnabilità dell’avviso bonario.

La Corte prende le mosse dall’assunto secondo cui pur se l’elencazione degli atti impugnabili contenuta nell'art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992 è tassativa, ha già a suo tempo affermato che “... in ragione dei principi costituzionali di tutela del contribuente (artt. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento della P.A. (art. 97 Cost.), ogni atto adottato dall'ente impositore che porti, comunque, a conoscenza del contribuente una specifica pretesa tributaria, con esplicitazione delle concrete ragioni fattuali e giuridiche, è impugnabile davanti al giudice tributario, senza necessità che si manifesti in forma autoritativa”.

Di conseguenza, “questa Corte ha ritenuto immediatamente impugnabile dal contribuente anche la comunicazione di irregolarità ex art. 36-bis, terzo comma, del d.p.r. n. 600 del 1973. Si tratta di orientamento che si inscrive in un consolidato indirizzo, secondo il quale con specifico riferimento al caso qui all'esame, devono ritenersi impugnabili gli avvisi bonari con cui l'amministrazione chiede il pagamento di un tributo in quanto essi, pur non rientrando nel novero degli atti elencati nell'art. 19 cit. e non essendo, perciò, in grado di comportare, ove non contestati, la cristallizzazione del credito in essi indicato, esplicitano comunque le ragioni fattuali e giuridiche di una ben determinata pretesa tributaria, ingenerando così nel contribuente l'interesse a chiarire subito la sua posizione con una pronuncia dagli effetti non più modificabili (cfr. sez. 5, n. 7344 del 2012, sez. 6 - 5, n. 25297 del 2014, n. 15957 del 2015 e n. 3315 del 2016)”.

Breve nota

La questione affrontata oggi dalla Corte di