Verifiche sui professionisti per obblighi antiriciclaggio, privacy e come intermediari

di Gianfranco Costa

Pubblicato il 3 dicembre 2016

l'attività dei professionisti del settore fiscale è soggetta a onerosi compiti amministrativi per il rispetto delle normative su privacy e antiriciclaggio; in questo articolo di 16 pagine analizziamo quali sono gli adempimenti per gli intermediari del Fisco per la corretta costruzione del fascicolo del cliente nel rispetto della privacy e dell'antiriciclaggio

pagamenti-commercialista-telematico-3

Negli ultimi anni l’Amministrazione Finanziaria ha effettuato dei controlli sui professionisti volti a verificare il rispetto degli adempimenti previsti a loro carico dalle norme sull’invio delle dichiarazioni e sul rispetto delle previsioni a tutela della privacy.

Al fine di identificare meglio l’attività promossa dai verificatori, analizziamo le previsioni normative.

[blox_button text="QUESTO ARTICOLO E' ESTRATTO DALLA NOSTRA CIRCOLARE SETTIMANALE" link="https://www.commercialistatelematico.com/ecommerce/circolari-settimanali.html" target="_self" button_type="btn-default" icon="" size="btn-md" /]

L’attività di intermediario fiscale

Il dato normativo è contenuto nel D.P.R. n. 322/1998 il quale contiene le previsioni sui soggetti titolati a svolgere l’attività di intermediario fiscale e delle modalità e termini per l’invio delle dichiarazioni.

Soggetti titolati ad inviare all’Amministrazione Finanziaria le dichiarazioni, ai sensi dell’articolo 3, comma 3 del citato Decreto, sono:

  • gli iscritti negli Albi dei Dottori Commercialisti, dei Ragionieri e dei Periti Commerciali e dei Consulenti del Lavoro;

  • iscritti alla data del 30.09.1993 nei ruoli dei periti ed esperti presso le Camere di Commercio in possesso di laurea in giurisprudenza, in economia e commercio o equipollenti o i ragionieri;

  • coloro che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale (D.M. 19.04.2001);

  • le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori, nonché quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;

  • i Centri di Assistenza Fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati.

Per poter colloquiare con l’Amministrazione finanziaria, l’intermediario deve prima di tutto richiedere l’abilitazione presso l’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

A questo punto:

  • il contribuente, che intende servirsi dell’intermediario, deve presentare la dichiarazione in tempo utile per consentigli il rispetto dei termini;

  • l’intermediario può accettare o rifiutare l’incarico di trasmissione della dichiarazione predisposta dal contribuente.

Ricordiamo che l’intermediario è obbligato all’invio telematico delle dichiarazioni:

  • da lui predisposte;

  • sulle quali ha apposto il visto di conformità sui crediti (C.M. n. 57/E/2009);

  • delle quali ha accettato l’incarico di trasmissione (impegno a trasmettere).

Stabilito che l’intermediario si è assunto l’onere di inviare le dichiarazioni del proprio cliente è importante ricordare che:

  • le eventuali variazioni dei dati anagrafici intercorse nel periodo compreso tra la presentazione della dichiarazione all’intermediario e la sua trasmissione telematica, non obbligano l’intermediario a modificare la dichiarazione presentata;

  • le dichiarazioni presentate all’intermediario dopo la scadenza del termine di presentazione (esempio 30.09) devono essere trasmesse entro 30 giorni dalla data dell’impegno a trasmettere;

  • la dichiarazione deve essere firmata dal contribuente, ma la mancata sottoscrizione può essere sanata entro 30 giorni dall’invito dell’Agenzia.

Va ricordato che la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è trasmessa. La prova di presentazione è data dalla comunicazione di avvenuto ricevimento rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Importante rammentare che per le dichiarazioni predisposte dal contribuente, l’intermediario rilascia al contribuente l’impegno a trasmettere in via telematica i dati contenuti nella dichiarazione, ma non ha responsabilità sui contenuti.

Effettuata la trasmissione telematica, entro 30 giorni dal termine per l’invio telematico l’intermediario rilascia al contribuente:

  • un originale della dichiarazione trasmessa e sottoscritta dall’intermediario;

  • copia della ricevuta di presentazione.

È sempre importante ricordare che l’intermediario deve essere in condizione di dimostrare ai verificatori che ha adempiuto ai vari obblighi. Quindi è utile avere una ricevuta o una dichiarazione di consegna della dichiarazione spedita e della ricevuta di Entratel.

Rammentiamo poi che l’impegno a trasmettere la dichiarazione rilasciato dall’intermediario non esclude dalla responsabilità il contribuente in caso di mancata presentazione (C.M. 25.01.2002, n. 6/E). Su questo tema c’è una sentenza della Suprema Corte di Cassazione (ordinanza 01.06.2012, n. 8805) che sostiene la non imputabilità al contribuente dell’omesso invio di una dichiarazione quando il contribuente è in possesso dell’impegno alla trasmissione, ma per il momento è una presa di posizione giurisprudenziale isolata, seppur autorevole.

Per continuare sugli adempimenti ricordiamo che gli intermediari sono tenuti a conservare anche su supporti informatici, per il periodo prescrizionale di accertamento (4° periodo d’imposta successivo al termine di presentazione della dichiarazione – salvo le situazioni dei soggetti che non hanno aderito al condono), copia delle dichiarazioni trasmesse (R.M. 18.10.2007, n. 298).

Dal 2008, le comunicazioni di irregolarità, possono essere inviate dall’Agenzia delle Entrate direttamente all’intermediario, se vi è stata apposita opzione nella dichiarazione. L’intermediario che ha accettato tale compito entro 60 giorni dal ricevimento della notifica le dovrà notificare al contribuente. Eventualmente dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate che il contribuente non è più cliente dell’intermediario.

Privacy

Dal momento che le verifiche promosse dall’Agenzia delle Entrate si estendono anche agli adempimenti inerenti la privacy, vediamo di fare una breve trattazione anche di questa materia.

Partiamo, prima di tutto con una analisi delle definizioni contenute nell’articolo 4 del D.lgs. n. 196/2003.

Trattamento” qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuate anche senza l'ausilio di strumenti elettronici, concernenti:

  • la raccolta;

  • la registrazione;

  • l'organizzazione;

  • la conservazione;

  • la consultazione;

  • l'elaborazione, la modificazione;

  • la selezione, l'estrazione, il raffronto;

  • l'utilizzo, l'interconnessione, la comunicazione, la diffusione;

  • la cancellazione e la distruzione di dati;

anche se non registrati in una banca dati.

Dato personale: qualunque informazione:

  • relativa a persona fisica o giuridica, Ente o associazione;

  • identificati o identificabili;

  • anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.

Dati sensibili: i dati personali idonei a rivelare:

  • l'origine razziale ed etnica;

  • le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche;

  • l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale;

  • nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.

Titolare del trattamento: la persona fisica, la persona giuridica, la Pubblica Amministrazione e qualsiasi altro Ente, associazione od organismo cui competono, anche unitamente ad altro titolare, le decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della sicurezza.

Responsabile del trattamento: la persona fisica, la persona giuridica, la Pubblica Amministrazione e qualsiasi altro Ente, associazione od organismo preposti dal “titolare del trattamento” al trattamento di dati personali.

Incaricati al trattamento: le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile sono nominati incaricati tutti coloro che raccolgono, elaborano e utilizzano dati personali, siano essi lavoratori dipendenti o autonomi e collaboratori esterni. La nomina deve avvenire per scritto e contiene indicazioni precise dell’ambito del trattamento consentito.

Interessato: la persona fisica, la persona giuridica, l'Ente o l'associazione cui si riferiscono i dati personali.

Misure minime: il complesso delle misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e procedurali di sicurezza che configurano il livello minimo di protezione richiesto in relazione ai rischi previsti nell’articolo 31.

Articolo 31. Obblighi di sicurezza. 1. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l'adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta”.

Con il Provvedimento n. 1577499 del 27.11.2008 viene introdotta una nuova figura: l’amministratore di sistema. Con la definizione di “amministra