Le conclusioni del progetto WOC (Warning On Crime) per la prevenzione della corruzione e delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici

Abstract: Il Progetto ‘Warning on Crime’ (WOC) è stato realizzato con il supporto finanziario della Commissione Europea, Direzione generale Migrazione e Affari Interni (DG HOME), nell’ambito del programma Prevenzione e contrasto al crimine (ISEC). La ricerca condotta è frutto di uno studio comparativo sulle infiltrazioni criminali e la corruzione negli appalti pubblici che coinvolge tutti gli Stati membri, fatta eccezione per Belgio, Cipro e Grecia. Scopo del lavoro è stata la comparazione del livello di vulnerabilità degli appalti pubblici nei 25 Paesi membri, la legislazione e le misure adottate per prevenire e ridurre tale vulnerabilità, con l’obiettivo di chiarire cosa rende gli appalti pubblici un terreno di fruttuosa collaborazione tra criminali del colletto bianco, dipendenti pubblici infedeli e membri di organizzazioni criminali. Un’attenzione particolare è stata riservata ai grandi appalti pubblici di opere transfrontaliere.

Premessa.

Il Progetto “WOC – Warning On Crime”, di cui abbiamo trattato anche in altra trattazione1, partiva dalla consapevolezza della scarsa armonizzazione tra i sistemi normativi dei diversi paesi membri dell’Unione Europea in tema di infiltrazioni della criminalità organizzata nelle grandi opere pubbliche nonché dell’assenza di un quadro legislativo europeo in materia di corruzione (a cui si tenta di sopperire attraverso le iniziative del Consiglio d’Europa).
Conseguentemente il Progetto si poneva i seguenti obiettivi:

approfondire e consolidare la conoscenza delle legislazioni e delle prassi amministrative dei vari Stati dell’Unione in modo da identificare i punti di forza e debolezza;

individuare i meccanismi di warning che consentano di segnalare gli aspetti più significativi in tema di vulnerabilità all’infiltrazione criminale nelle norme e nelle prassi amministrative nazionali;

aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sull’argomento stimolando dibattiti tra i cittadini dell’Unione sui rischi derivanti dalla fragilità della legislazione e delle procedure amministrative nazionali, soprattutto quando tali ambiti di intervento ricoprono un contesto intergovernativo e transnazionale;

offrire, come obiettivo a lungo termine, strumenti concreti per migliorare il livello di protezione dell’economia dall’infiltrazione criminale nelle grandi opere e dalla corruzione.

Le attività del Progetto.

Gli appalti pubblici rivestono importanza cruciale per il mercato interno dell’Unione Europea (UE) e degli Stati membri. Lo steso dicasi per la criminalità.
Uno studio effettuato nel 2013, infatti, ha stimato il costo della corruzione negli appalti pubblici in 8 Stati Membri (Francia, Italia, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Spagna) per cinque settori principali (strade e ferrovie, acqua e rifiuti, edilizia urbana e lavori pubblici, formazione, ricerca e sviluppo) pari a un importo compreso tra 1,4 miliardi e 2,2 miliardi di euro. Dette cifre affermano con indiscutibile chiarezza il motivo per cui gli appalti pubblici costituiscono un settore di forte richiamo per le organizzazioni criminali.
Partendo da questi dati, il Progetto in questione ha realizzato le seguenti attività:

analisi relative a: a) quadro normativo comunitario in materia di corruzione, crimine organizzato, e appalti pubblici; b) modus operandi del crimine organizzato per infiltrarsi negli appalti pubblici; e c) studi sul discorso pubblico riguardo all’infiltrazione criminale nelle opere pubbliche;

un caso studio sulla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, con lo scopo di approfondire le misure che sono state poste in essere per contrastare il crimine negli appalti pubblici;

un’analisi comparativa della vulnerabilità degli appalti pubblici all’interno dei 25 Stati membri, e della legislazione e delle misure adottate per prevenirla e contenerla.

Relativamente al …

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