Il vecchio redditometro non necessitava del contraddittorio

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 21 settembre 2016

oramai la giurisprudenza è conforme: per gli accertamenti da redditometro antecendenti al 2009 il contraddittorio non era obbligatorio in quanto non previsto dalla Legge; gli accertamenti definiti anche in assenza di contraddittorio col contribuente sono, pertanto, validi

giudiceCon l’ordinanza n. 17427 del 30 agosto 2016 la Corte di Cassazione ha confermato che l’accertamento dei redditi con metodo sintetico, ai sensi dell’art. 38 c. 4 D.P.R. n. 600/73, nella formulazione applicabile ratione temporis, anteriormente all’entrata in vigore del DL 78/2010, “non postula, in difetto di ogni previsione al riguardo della norma, che gli elementi e le circostanze di fatto in base ai quali il reddito viene determinato dall’Ufficio siano, in qualsiasi modo, preventivamente contestati al contribuente (Cass. 7485/2010; Cass. 27076/2009)”.

Infatti, “solo a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 22 DI 78/2010, in vigore dal 31 maggio 2010 e che non ha efficacia retroattiva (Cass. 21041/2014), è configurabile l’obbligo di instaurazione preventiva del contradditorio, mediante invito del contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218”.

Brevi note

Nella vecchia formulazione, l’art. 38, c. 4, del D. P. R. n. 600/1973, consentiva all’ufficio finanziario, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall'art. 39, del citato D. P. R. n. 600/1973, di determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente, quando il reddito accertabile si discosta per almeno un quarto da quel