Assegnazione agevolata: il caso degli immobili inutilizzati

La legge di Stabilità del 2016 ha previsto la possibilità, per ora fino al 30 settembre 2016 (è allo studio un’ipotesi di proroga), di avvalersi della disciplina avente ad oggetto l’assegnazione o cessione agevolata di immobili.
I benefici in alcuni casi possono essere rilevanti e, diversamente dal precedente provvedimento risalente all’anno 2007, la nuova opportunità riguarda tutte le società e non solo quelle di comodo o non operative.
Probabilmente l’ambito applicativo più ampio della previsione normativa è dovuto alle rilevanti modifiche del quadro normativo di riferimento, e quindi anche alle mutate modalità di tassazione degli immobili.
Il perimetro applicativo della disposizioni è definito dall’art. 1, c. 115, Legge n. 208/2015, che circoscrive l’applicazione delle agevolazioni alle assegnazioni e alle cessioni ai soci di beni immobili diversi da quelli indicati dall’art. 43, c. 2, per. 1, TUIR, nonché di beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa. In buona sostanza i beni immobili che possono formare oggetto della disciplina agevolata sono solamente quelli non strumentali, ossia diversi da quelli utilizzati direttamente per l’esercizio dell’attività.
In definitiva possono formare oggetto di assegnazione/cessione agevolata: i terreni agricoli e le aree edificabili; i fabbricati strumentali per natura a condizione che i beni siano inutilizzati, locati o concessi in locazione a terzi; i beni immobili patrimonio locati a terzi oppure non utilizzati per l’attività d’impresa; i c.d. beni merce.
E’ necessario, quindi, al fine di definire compiutamente l’ambito di applicazione della disciplina in esame, effettuare una valutazione in concreto dell’utilizzo del bene o del mancato utilizzo.
Si consideri ad esempio il caso in cui un’impresa possiede un capannone industriale non concesso in uso a terzi, ma neppure utilizzato direttamente per l…

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