UNICO 2016: regime premiale e studi di settore

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 22 luglio 2016

analizziamo i riflessi pratici su Unico 2016 per i contribuenti che riescono ad accedere al regime premiale per gli studi di settore: essere congrui e coerenti può aiutare ad accorciare le tempistiche di accertamento

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Come noto con il Provvedimento n. 53376/2016 del 13 Aprile 2016, l'Agenzia delle Entrate ha ampliato la platea dei soggetti coinvolti dal regime premiale aumentando il numero delle categorie economiche ammesse a 159 a fronte delle 157 previste per l'anno 2014 (su un totale di 204 studi approvati) riconfermando però l'esclusione da tale regime per le categorie professionali (secondo l'Agenzia la stima basata sulle prestazioni rese non riesce ad evidenziare possibili casi di evasione).

La normativa in materia di regime premiale

L’art. 10, c.9, del D.L. n. 201/2011 prevede che, nei confronti dei contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore che dichiarano, anche per effetto di adeguamento in dichiarazione, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi stessi, si applicano le seguenti regole:

a) preclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici di cui all’art. 39, c. 1, lett. d, del D.P.R. n. 600/1973 e all’art. 54, c. 2, del D.P.R. n. 633/1972 (accertamenti induttivi a mezzo tovagliometri...);

b) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’art. 43, c. 1, del D.P.R. n. 600/1973 e dall’art. 57, c. 1, del D.P.R. n. 633/1972;

c) redditometro: la determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973 è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile incida di almeno un terzo quello dichiarato (in luogo del quinto e vale solo per i contribuenti soggetti a studi di settore e non anche per i soggetti a cui viene imputato il reddito per trasparenza ).

Nota