UNICO 2016: regime premiale e studi di settore

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Come noto con il Provvedimento n. 53376/2016 del 13 Aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate ha ampliato la platea dei soggetti coinvolti dal regime premiale aumentando il numero delle categorie economiche ammesse a 159 a fronte delle 157 previste per l’anno 2014 (su un totale di 204 studi approvati) riconfermando però l’esclusione da tale regime per le categorie professionali (secondo l’Agenzia la stima basata sulle prestazioni rese non riesce ad evidenziare possibili casi di evasione).

La normativa in materia di regime premiale

L’art. 10, c.9, del D.L. n. 201/2011 prevede che, nei confronti dei contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore che dichiarano, anche per effetto di adeguamento in dichiarazione, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi stessi, si applicano le seguenti regole:

a) preclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici di cui all’art. 39, c. 1, lett. d, del D.P.R. n. 600/1973 e all’art. 54, c. 2, del D.P.R. n. 633/1972 (accertamenti induttivi a mezzo tovagliometri…);

b) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’art. 43, c. 1, del D.P.R. n. 600/1973 e dall’art. 57, c. 1, del D.P.R. n. 633/1972;

c) redditometro: la determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973 è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile incida di almeno un terzo quello dichiarato (in luogo del quinto e vale solo per i contribuenti soggetti a studi di settore e non anche per i soggetti a cui viene imputato il reddito per trasparenza ).

Nota: il regime premiale è fruibile dai soggetti “potenzialmente” accertabili sulla base degli studi di settore; restano esclusi tutti quei contribuenti che presentano cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi, compresi quelli nei cui confronti lo strumento accertativo non si rende applicabile ai sensi del DM 11/02/2008 (CM 8/2012).

I requisiti di accesso al regime premiale

Per poter accedere al regime premiale il contribuente deve :

1) essere congrui e coerenti rispetto agli specifici indicatori previsti dai singoli studi di settore;

2) aver regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi: con la circolare n. 27-e del 30 maggio 2016 l’Agenzia ha cambiato rotta rispetto a quanto dettato con la precedente circolare n. 28/E/2015 chiarendo che “l’infedele compilazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore non preclude l’accesso ai benefici del regime premiale quando non sposta la congruità o la coerenza agli indicatori“ (il dato errato non deve quindi comportare la modifica dell’assegnazione ai cluster; del calcolo dei ricavi o dei compensi stimati , la modifica dei ricavi o dei compensi stimati ovvero quando le risultanze dell’applicazione degli studi di settore sulla base dei dati veritieri siano di un ammontare non superiore rispetto ai ricavi o compensi dichiarati).

Nota: la Circolare n. 28/E del 2015 delle Entrate aveva affermato che l’infedele compilazione di uno dei campi previsti nel modello che abbia riflessi sulla percentuale di assegnazione ai cluster o sul risultato dell’elaborazione, comportava sempre la decadenza dai benefici premiali a prescindere se la sostituzione dei dati infedeli con quelli veritieri, avrebbe o meno comportato una situazione di non congruità o di non coerenza agli indicatori.

E’ da ricordare inoltre che l ’Agenzia delle entrate con la circolare n. 25/E del 19 giugno 2012 ha specificato che i benefici del regime premiale non sono applicabili ai soci di società trasparenti congrue e coerenti, poiché il regime è riservato unicamente alle imprese individuali e ai lavoratori autonomi.

IL MODELLO UNICO 2016 e i riflessi del regime premiale

Per il periodo…

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