Operativo il Protocollo di Intesa tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e la Guardia di Finanza

01Come noto, le spese sostenute dalle Pubbliche Amministrazioni e – in tale ambito – il settore degli appalti pubblici hanno un rilevante impatto sullo scenario economico del nostro Paese e costituiscono, quindi, una potente leva di crescita e di sviluppo.

Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea, infatti, la spesa sostenuta dalla Pubbliche Amministrazioni per lavori di acquisto di beni e servizi è commisurata, complessivamente, al 18% del prodotto interno lordo dell’interna Unione.

In questo contesto, di conseguenza, si è resa necessaria l’implementazione di adeguati strumenti normativi volti a garantire un efficiente ed efficace impiego delle risorse pubbliche, attraverso la prevenzione, la ricerca e la repressione di fenomeni corruttivi, nonché di infiltrazione della criminalità organizzata e, quindi, di sviamento dei fondi della collettività.

In tala direzione, pertanto, vanno lette le disposizioni di legge finalizzate a:

  • regolare la tracciabilità dei flussi finanziari sottesi al perfezionamento di procedure di appalto con la Pubblica Amministrazione, prevendendo un obbligo di ricorso a conti bancari per la canalizzazione dei pagamenti ricevuti dalle stazioni appaltanti (Legge 13 agosto 2010 n. 1361);

  • prevedere determinati requisiti cui devono sottostare gli operatori economici con residenza o domicilio in Paesi “black list” per partecipare a gare per l’affidamento di appalti pubblici (art. 37 del Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 782);

  • verificare in tempo reale l’eventuale sussistenza di cause di decadenza, sospensione, divieto ovvero di tentativi di infiltrazione criminale tra i partecipanti alle gare di aggiudicazione di commesse pubbliche (Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 1593);

  • attribuire, in particolare, al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressioni Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza specifiche funzioni di analisi e vigilanza sul regolare utilizzo di erogazioni pubbliche4, con parallela attribuzione, per tali finalità, delle prerogative contemplate dalla normativa antiriciclaggio (Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 2315), vale a dire delle possibilità di6:

  • accedere ai dati contenuti nell’Archivio dei rapporti finanziari di cui all’art.7 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, ove sono contenute tutte le informazioni relative ai rapporti intrattenuti ed alle operazioni eseguite dai contribuenti con gli intermediari finanziari e bancari;

  • esercitare i poteri attribuiti dalla normativa valutaria di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148.

Strettamente connessa al settore degli appalti è anche la recente normativa (di cui alla Legge 6 novembre 2012 n. 1907, all’art. 34 bis del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 1798 e all’art.19 del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 909) con la quale sono state demandate specifiche funzioni all’Autorità Nazionale Anticorruzione in materia di:

  • attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione;

  • vigilanza sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, al fine di garantire l’osservanza dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, di tutela delle piccole e medie imprese, nonché di efficacia, tempestività ed economicità nella fase esecutiva.

Per l’esercizio di tali compiti istituzionali, l’A.N.A.C. – in capo alla quale, ai sensi dell’art. 19, c. 2, del D.L. n. 90/2014, sono confluite le competenza ispettive prima demandate all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 163/200610:

  • esercita il controllo delle attività svolte dalle stazioni appaltanti pubbliche, dagli operatori economici contraenti e dalle Società Organismo Attestazione, con il potere di procedere, direttamente o con l’ausilio di altre Pubbliche…

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