Operativo il Protocollo di Intesa tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e la Guardia di Finanza

Pubblicato il 6 luglio 2016



le attività di controllo della Guardia di Finanza devono mirare anche al controllo della spesa pubblica e della regolarità degli appalti pubblici, in quanto tale settore ha un rilevante impatto sullo scenario economico del nostro Paese

01Come noto, le spese sostenute dalle Pubbliche Amministrazioni e – in tale ambito – il settore degli appalti pubblici hanno un rilevante impatto sullo scenario economico del nostro Paese e costituiscono, quindi, una potente leva di crescita e di sviluppo.

Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea, infatti, la spesa sostenuta dalla Pubbliche Amministrazioni per lavori di acquisto di beni e servizi è commisurata, complessivamente, al 18% del prodotto interno lordo dell’interna Unione.

In questo contesto, di conseguenza, si è resa necessaria l’implementazione di adeguati strumenti normativi volti a garantire un efficiente ed efficace impiego delle risorse pubbliche, attraverso la prevenzione, la ricerca e la repressione di fenomeni corruttivi, nonché di infiltrazione della criminalità organizzata e, quindi, di sviamento dei fondi della collettività.

In tala direzione, pertanto, vanno lette le disposizioni di legge finalizzate a:

  • regolare la tracciabilità dei flussi finanziari sottesi al perfezionamento di procedure di appalto con la Pubblica Amministrazione, prevendendo un obbligo di ricorso a conti bancari per la canalizzazione dei pagamenti ricevuti dalle stazioni appaltanti (Legge 13 agosto 2010 n. 1361);

  • prevedere determinati requisiti cui devono sottostare gli operatori economici con residenza o domicilio in Paesi “black list” per partecipare a gare per l’affidamento di appalti pubblici (art. 37 del Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 782);

  • verificare in tempo reale l’eventuale sussistenza di cause di decadenza, sospensione, divieto ovvero di tentativi di infiltrazione criminale tra i partecipanti alle gare di aggiudicazione di commesse pubbliche (Decreto Legislativo 6 settembre 2011 n. 1593);

  • attribuire, in particolare, al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressioni Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza specifiche funzioni di analisi e vigilanza sul regolare utilizzo di erogazioni pubbliche4, con parallela attribuzione, per tali finalità, delle prerogative contemplate dalla normativa antiriciclaggio (Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 2315), vale a dire delle possibilità di6:

  • accedere ai dati contenuti nell’Archivio dei rapporti finanziari di cui all’art.7 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, ove sono contenute tutte le informazioni relative ai rapporti intrattenuti ed alle operazioni eseguite dai contribuenti con gli intermediari finanziari e bancari;

  • esercitare i poteri attribuiti dalla normativa valutaria di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148.

Strettamente connessa al settore degli appalti è anche la recente normativa (di cui alla Legge 6 novembre 2012 n. 1907, all’art. 34 bis del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 1798 e all’art.19 del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 909) con la quale sono state demandate specifiche funzioni all’Autorità Nazionale Anticorruzione in materia di:

  • attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione;

  • vigilanza sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, al fine di garantire l’osservanza dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, di tutela delle piccole e medie imprese, nonché di efficacia, tempestività ed economicità nella fase esecutiva.

Per l’esercizio di tali compiti istituzionali, l’A.N.A.C. – in capo alla quale, ai sensi dell’art. 19, c. 2, del D.L. n. 90/2014, sono confluite le competenza ispettive prima demandate all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 163/200610:

  • esercita il controllo delle attività svolte dalle stazioni appaltanti pubbliche, dagli operatori economici contraenti e dalle Società Organismo Attestazione, con il potere di procedere, direttamente o con l’ausilio di altre Pubbliche Amministrazioni, ad ispezioni ed accessi, nonché a richieste di documenti, informazioni o chiarimenti;

  • è competente per l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal Codice dei contratti pubblici nonché dal relativo Regolamento di esecuzione ed attuazione;

  • esercita la vigilanza in materia di: predisposizione ed attuazione del Piano Nazionale e dei Piani Triennali di prevenzione della corruzione; osservanza degli obblighi di trasparenza, pubblicità e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni; inconferibilità ed incompatibilità di incarichi presso le Pubbliche Amministrazioni e gli enti privati in controllo pubblico.

In tale ambito, la Guardia di Finanza – attese le specifiche competenze in materia economica e finanziaria – ha stipulato con la predetta Autorità di vigilanza, in data 30 settembre 2015, apposito protocollo d’intesa volto a disciplinare le procedure di collaborazione.

Il menzionato protocollo individua, quale referente operativo dell’A.N.A.C., il Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, il quale – per l’espletamento dell’attività di collaborazione in argomento – può avvalersi delle dedicate strutture dei Nuclei di Polizia Tributaria presenti a livello territoriale.

Le potestà ispettive esercitabili dai militari sono rinvenibili nei già citati art. 6 del D.Lgs. n. 163/2006, nonché nell’art. 34 bis del D.L. n. 179/2012, i quali attribuiscono alla Guardia di Finanza, per le delineate finalità, la potestà di agire con i poteri di indagine in materia di accertamenti relativi all’Imposta sul Valore Aggiunto e all’Imposta sui Redditi, di cui ai ben noti artt. 51 e 52 del D.P.R. n. 633/1972 e 32 e 33 del D.P.R. n. 600/1973.

6 LUGLIO 2016

Nicola monfreda

1 Recante “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia.”

2 Convertito nella Legge 31 luglio 2010 n. 122. Recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.

3 Recante “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.”

4 Cfr. sul punto MONFREDA N., Possibilità di accesso ai dati finanziari per ispezioni amministrative in materia di spesa pubblica, in Il Commercialista Telematico, edizione del 10 novembre 2015.

5 Recante “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione.”

6 L’art.29 della Legge 30 ottobre 2014, n. 161 ha conferito al predetto Nucleo Speciale la facoltà di avvalersi delle richiamate potestà per “analisi, ispezioni e controlli sull’impiego delle risorse del bilancio dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e dell’Unione Europea.”

7Recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015).

8 Convertito nella Legge 17 Dicembre 2012, n.221. Recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.”

9Convertito nella Legge 11 agosto 2014 n. 114. Recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”.

10 Ai sensi dell’art. 6, c. 9, lett. d, del decreto legislativo n. 163/2006 l’Autorità può “…a vvalersi del Corpo della Guardia di Finanza, che esegue le verifiche e gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad esso attribuiti ai fini degli accertamenti relativi all'imposta sul valore aggiunto e alle imposte sui redditi. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dalla Guardia di Finanza nello svolgimento di tali attività sono comunicati all'Autorità”.