La valutazione dell’avviamento: cessione di un’azienda di ristorante-bar-pizzeria, l’onere della prova è a carico dell’Agenzia delle Entrate

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 23 giugno 2016

l'onere della prova è a carico dell'Ufficio poi spetterà al ricorrente opporre idonei e convincenti argomenti contrari, non potendosi limitare a lamentare l’illegittimità della metodologia di accertamento utilizzata dall’Ufficio e la conseguente erroneità nel calcolo

imagesLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2289 del 5.2.2016, ha espresso interessanti considerazioni in tema di criteri di valorizzazione dell’avviamento nelle cessioni di azienda.

Nel caso di specie la controversia riguardava l'impugnazione di un avviso di rettifica e liquidazione, con il quale l'ufficio determinava la maggiore imposta di registro, dovuta a seguito della cessione di un’azienda di ristorante-bar-pizzeria.

Il valore dell'avviamento, dichiarato per Euro 150.000,00, non veniva ritenuto congruo dall'ufficio, che lo rideterminava in Euro 932.920,00, avuto riguardo ai ricavi dichiarati dall'affittuaria, per oltre un milione di euro l'anno, per i due anni precedenti.

L'ufficio, a questo proposito, attualizzava l'importo del canone di affitto pari a € 51.646,00, ad un tasso del 5%, ritenuto ragionevole, per l'attività in questione, ottenendo così il valore dell'azienda per € 1.032.920,00, di cui e 100.00,00 da attribuire alle attrezzature e 932.920,00 Euro, come detto, da attribuire all'avviamento commerciale.

Secondo l'ufficio, tale valutazione era, altresì, riscontrata dalla capacità ricettiva dell'azienda, sulla scorta di quanto evidenziato dallo stesso contratto di cessione e in particolare dall'allegato A) in tema di attrezzature cedute, dalle quali poteva desumersi una potenzialità ricettiva media di 200 clienti al giorno.

Avverso l'avviso di accertamento la società cedente proponeva ricorso davanti alla CTP di Ancona (e interveniva la societ