La responsabilità dell’amministratore non consegue ad errori o vizi contabili

di Gianfranco Benvenuto

Pubblicato il 22 giugno 2016

il caso pratico dell'azione di responsabilità proposta dal curatore contro l'amministratore della società fallita: vediamo quali possono essere le condotte che determinano una responsabilità patrimoniale diretta dell'amministratore

ceo-immagineAccantonando le affascinanti tematiche della riforma della materia concorsuale che, a dispetto del proposito di una rivisitazione organica suggerita dalla commissione Rordorf, vengono invece distillate in frammentati provvedimenti legislativi, affronterei in questa tornata il tema delle azioni di responsabilità verso gli amministratori che costituisce un argomento immanente nelle procedure concorsuali e vieppiù trasversale dopo che la riforma dell’agosto 2015 (d.l. 83/2015) ha specificamente incaricato i commissari giudiziali di evidenziare nella propria relazione (ex art 172 l.f.) che prepara i creditori al voto del concordato di “illustrare le utilità che, in caso di fallimento, possono essere apportate dalle azioni risarcitorie”.

Per quanto si vede e legge nelle sentenze, la tematica è spesso fonte di dispiaceri per i curatori che si vedono respinte azioni che, all’avvio, sembravano destinate a facili trionfi perché fondate su macroscopici errori, se non falsità, di contabilità.

L’occasione per toccare il tema è offerto da una sentenza del