La notifica del ricorso di primo grado: l’uso della busta anziché del plico

di Isabella Buscema

Pubblicato il 29 giugno 2016

le problematiche della notifica del ricorso in busta chiusa anzichè con plico raccomandato senza busta

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Nel processo tributario, all’evidente scopo di semplificarne lo svolgimento, il ricorso di primo grado, può essere proposto anche mediante semplice spedizione alla controparte dell’atto “in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento”, con effetti dalla data di spedizione. La Corte di Cassazione, sez. tributaria, con la Sent. n. 10481/2003, ha disatteso l’orientamento giurisprudenziale, in materia di notifiche a mezzo posta, favorevole all’inammissibilità del ricorso presentato alla Commissione tributaria, a mezzo del servizio postale, in busta chiusa. La Suprema Corte ha, infatti, stabilito che l’uso della busta anziché del plico costituisse mera irregolarità.

Secondo la successiva Sent. n. 29290/2008 della Corte di Cassazione la spedizione mediante consegna all’ufficiale postale in busta chiusa costituisce una mera irregolarità, salvo che il contenuto della busta non sia contestato dal destinatario. Nel processo tributario, la spedizione del ricorso o dell’atto d’appello a mezzo posta in busta chiusa, pur se priva di qualsiasi indicazione relativa all’atto in esso racchiuso anziché in plico senza busta come previsto dall’art. 20 del D.Lgs. n. 546/1992