La contribuzione delle ferie non godute

PREMESSA

A partire dall’anno 2001 l’Inps ha previsto l’obbligo per i datori di lavoro di pagare i contributi in riferimento a quei giorni di ferie, maturati dai lavoratori dipendenti, ma ancora non goduti dopo 18 mesi dalla loro maturazione.

I c.c.n.l., difatti, di norma prevedono un tempo massimo per il godimento delle ferie residue, fissato in 18 mesi dalla chiusura dell’anno in cui le ferie sono state maturate: pertanto, entro il 30.06.2016 dovranno essere godute le ferie residue al 31.12.2014. In base a questa normativa, unitamente alla contribuzione riferita al mese di Luglio 2016, in scadenza il prossimo 20.08.2016, dovranno essere calcolati e versati i contributi sulle ferie residue al 31.12.2014 e non ancora godute alla data del 30.06.2016. Inoltre, come previsto dalla circolare n. 31/2011 del 16.10.2011 l’obbligo contributivo scatta anche nei confronti dei permessi per ex festività e per riduzione di orario (r.o.l.) non goduti.

In questo caso specifico, però, l’obbligo si ha solamente nel caso in cui il contratto collettivo di lavoro applicato in azienda abbia fissato un termine perentorio entro cui tali permessi debbano essere fruiti o liquidati. Occorre, però, fare molta attenzione in quanto il D.Lgs. n. 66/2003 modificato dal D.lgs. 213/2004 ha introdotto le norme che trattano della irrinunciabilità delle ferie nonché ha stabilito che le ferie debbano essere godute obbligatoriamente per almeno 2 settimane nell’anno di maturazione e per le restanti 2 settimane entro il termine dei 18 mesi successivi. Unitamente a ciò sono state introdotte anche delle sanzioni amministrative non diffidabili da applicare per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisce la violazione.

A questo punto appare piuttosto chiaro che il versamento dei contributi Inps in riferimento alle ferie non godute rappresenti, in un certo senso, un atto di autodenuncia di avvenuta omissione. Pertanto, ogni datore di lavoro, dovrebbe accertare l’esistenza di eventuali ferie residue al 31.12.2014 nel più breve tempo possibile, in modo tale da farle fruire al lavoratore entro e non oltre il 30.06.2016. In caso contrario, sarà tenuto al versamento della contribuzione, con tutto ciò che ne potrebbe derivare.

 

LA NORMATIVA SULLE FERIE

Le ferie sono un periodo di astensione dal lavoro durante il quale al lavoratore spetta la normale retribuzione. Il diritto ad un periodo di riposo per il lavoratore dipendente viene sancito direttamente dalla Costituzione. L’art. 36 della Costituzione, articolo da cui prende le mossa il D.lgs. 66/2003, stabilisce infatti che “il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale irrinunciabile di ferie retribuite, la cui durata viene prevista dai rispettivi c.c.n.l.”. In ogni caso, però, il periodo di ferie spettante a ciascun lavoratore non può essere inferiore a 4 settimane all’anno. Per la fruizione delle ferie da parte del lavoratore è possibile distinguere le stesse in due periodi eventualmente affiancati da un terzo periodo:

due periodi da 2 settimane
un terzo periodo eventualmente previsto dal c.c.n.l. o dal contratto di assunzione nel caso in cui siano previste più delle 4 settimane stabilite dalla legge.

In riferimento al primo periodo di ferie di 2 settimane la legge stabilisce che deve essere fruito nello stesso anno di maturazione e possibilmente in modo ininterrotto. Il lavoratore, però, deve fare richiesta di ferie al datore di lavoro in anticipo in modo tale che quest’ultimo possa organizzare al meglio il lavoro in azienda.

N.B. Il datore di lavoro che non ottemperi a tale diritto del lavoratore diventa passibile di sanzione.

Per quanto riguarda, invece, il secondo periodo di ferie, anche questo di 2 settimane, i c.c.n.l. stabiliscono che possa essere fruito in modo ininterrotto o frazionato entro e non oltre 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione. Anche in questo caso, se il datore di lavoro non rispetta il suddetto termine, potrà incorrere in …

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