Bonus alberghi: i chiarimenti per utilizzare il credito d’imposta

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 6 giugno 2016

in vista di Unico 2016, analizziamo come gestire il credito d'imposta spettante per gli investimenti effettuati per riqualificare e migliorare le strutture ricettive turistico-alberghiere (bonus alberghi): il credito d'imposta si può utilizzare in 3 anni

hotel-sacher_2585960Il D.L. 31 maggio 2014, n.83, convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106, art. 10, ha introdotto delle disposizioni agevolative, volte a riqualificare e migliorare le strutture ricettive turistico-alberghiere ed a favorire l'imprenditorialità nel settore turistico. Il successivo D.M. 7 maggio 2015 ha indicato le modalità attuative, mentre la nota del 4 agosto 2015 del Mibact ha fissato al 12 ottobre la data di partenza per l’invio delle relative istanze.

IL BONUS ALBERGHI

L’art. 10, del D.L. n. 83/14, al fine di migliorare la qualità dell'offerta ricettiva, per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche, ha riconosciuto, per il periodo d'imposta 2014, e per i due successivi (2015 e 2016), alle imprese alberghiere esistenti alla data dell'1 gennaio 2012, un credito d'imposta nella misura del 30% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro nei periodi d'imposta sopra indicati per le spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 3, c. 1, lett. b - c - d, del T.U. di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, o a interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, anche tenendo conto dei princìpi della “progettazione universale” di cui alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e di incremento dell'efficienza energetica, ovvero per le tipologie di spesa di cui al comma 7 dell’articolo 10, in esame.

Il credito d'imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo e, in ogni caso, è riconosciuto nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti “de minimis”.

Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, c. 5, del T.U. n. 917/86, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. n. 241/97. La prima quota del credito d'imposta relativo alle spese effettuate nel periodo d'imposta 2014 è utilizzabile non prima dell'1 gennaio 2015.

IL D.M. 7 maggio 2015

L’art. 2, del D.M. 7 maggio 2015, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, Ministero dello sviluppo economico, e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha fornito le definizioni e le tipologie di soggetti e interventi ammissibili al credito d'imposta.

In particolare, per "struttura alberghiera" si intende una struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali.

Ambito oggettivo della norma

Interventi di ristrutturazione edilizia

Per "interventi di ristrutturazione edilizia" si intendono:

1) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'art. 3, c. 1, lett. b, del D.P.R. n. 380 del 2001, e successive modificazioni, ossia: 1.1) le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici; 1.2) le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso; 1.3) gli interventi consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e is mantenga l'originaria destinazione d'uso;

2) gli interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all'art. 3, c. 1, lett. c, del D.P.R. n. 380 del 2001, e successive modificazioni, ossia gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;

3) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 3, c. 1, lett. d, del D.P.R. n. 380 del 2001, ossia gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito degli interventi di cui al presente numero sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del D.Lgs. 22 genn