TARI: il Comune può disporre riduzioni

di Federico Gavioli

Pubblicato il 18 maggio 2016

il Comune può ridurre la TARI di ulteriori importi rispetto a quelli già previsti dalla normativa vigente in materia, se ritiene che vi siano determinate condizioni che lo giustificano: per esempio può deliberare riduzioni nel caso di una attività economica che si impegna a non posizionare slot-machine nei propri locali

spazzaturaL’IFEL - Fondazione ANCI, con le risposte fornite il 15 aprile scorso, ha affermato che rientra nelle facoltà dei Comuni la previsione di ulteriori riduzione della TARI rispetto a quelle previste dalla normativa vigente; in sostanza se il Comune lo ritiene opportuno può decidere di ridurre la TARI per determinate attività economiche che , per esempio, si impegnano a non posizionare le slot machine nei propri locali.

Di rilievo sono i chiarimenti forniti in merito anche ai termini di prescrizione dell’attività accertamento e riscossione coattiva della TARI e le ipotesi di smaltimento di rifiuti assimilati a quelli urbani con possibilità di non far pagare il tributo.

La TARI: le ultime novità dalla legge di Stabilità 2016

La TARI (tassa rifiuti), destinata a finanziare integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, posta a carico dell’occupante, è stata introdotta nell’ordinamento tributario locale, quale componente della IUC, dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ne detta la disciplina all’art. 1, dal comma 641 al comma 668.

Il comma 650, precisa che la TARI è corrisposta in base a Tariffa, commisurata ad anno solare, e il successivo comma 651, dispone che il Comune nella commisurazione della Tariffa tiene conto dei criteri determinati con il Regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

Questo Decreto, conosciuto più comunemente come “metodo normalizzato”, detta le regole ed i criteri di determinazione della Tariffa e, nel suo allegato 1, individua i costi da coprirsi ed i coefficienti di attribuzione, sia per la quota fissa che per quella variabile, alle utenze domestiche e non domestiche.

Poiché il “metodo normalizzato”, nella sua pratica attuazione, è risultato di difficile applicazione, il legislatore, al comma 652, dell’articolo 1, della Legge n. 147/2013, ha previsto che il Comune, in alternativa ai criteri dettati dal “metodo normalizzato” e