Cessione simulata di ramo d’azienda

di Fabio Balestra

Pubblicato il 12 maggio 2016



il caso anomalo di riqualificazione di un atto di cessione di ramo di azienda in un atto di mera cessione di beni strumentali: la necessità del cedente è di trasferire personale da una società all’altra per poi smembrare la società acquirente ed espellere eccedenze di personale

Premessa

A volte gli studi professionali si trovano a riscontrare situazioni dove una società cede beni strumentali e rimanenze invece che cedere l’azienda o un ramo di essa al fine di evitare la tassazione della plusvalenza e l’imposta di registro.

La finalità di risparmio indebito viene tuttavia punita pesantemente dagli organi verificatori che procedono a riqualificare gli atti ricalcolando imposte ed irrogando sanzioni.

Senonché la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 4500 del 08/03/2016 esamina il caso esattamente contrario e cioè quello della riqualificazione di un atto di cessione di ramo di azienda in un atto di mera cessione di beni strumentali.

Infatti nel caso in esame la necessità del cedente non è evidentemente quella di sfuggire a pesanti tassazioni ma quella di trasferire personale da una società all’altra per poi smembrare la società acquirente ed espellere eccedenze di personale.

Le fattispecie sono semplicemente le due facce della stessa medaglia e dunque nel presente lavoro si intende esaminare gli effetti delle riqualificazioni degli atti sia in un senso che nell’altro.... --> LEGGI TUTTO NEL PDF qui sotto...

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