Avvisi bonari: controlli formali delle dichiarazioni e liquidazioni d'imposta

spesometroCon la circolare n.17/E del 29 aprile 2016 l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti in ordine alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 159/2015 alla disciplina dei versamenti (in unica soluzione o in forma rateale) delle somme dovute a seguito dell’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate e, in particolare, delle comunicazione degli esiti del controllo automatico e formale delle dichiarazioni, degli avvisi di accertamento, rettifica e liquidazione definiti per acquiescenza o in adesione nonché delle conciliazioni giudiziali e degli accordi di mediazione.

In questo nostro intervento puntiamo l’attenzione sugli esiti del controllo automatico e formale della dichiarazione, che sono stati oggetto di modifica da parte del D.Lgs.n.159 del 24 settembre 2015, entrato in vigore il 22 ottobre 2015, che ha innovato, tra l’altro, la disciplina dei versamenti – in unica soluzione o in forma rateale – delle somme dovute a seguito delle comunicazione degli esiti del controllo automatico delle dichiarazioni e della liquidazione delle imposte dovute sui redditi soggetti a tassazione separata, ai sensi degli artt. 36-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis del d.P.R.29 settembre 1972, n. 633, nonché del controllo formale delle dichiarazioni, ai sensi dell’art. 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973 e degli avvisi di liquidazione delle dichiarazioni di successione.

PAGAMENTI A SEGUITO DELLE COMUNICAZIONI DEGLI ESITI

L’art. 2, comma 1, del D.Lgs.n.159/2015 ha modificato la rateazione delle somme dovute a seguito delle comunicazioni degli esiti di cui all’art. 3-bis del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 462.

La novità è data sostanzialmente dall’innalzamento da 6 ad 8 rate del numero massimo di rate trimestrali di pari importo di cui il contribuente può beneficiare per dilazionare le somme dovute di ammontare inferiore o pari a 5 mila euro, mentre, in presenza di somme superiori a tale importo, il numero massimo di rate ammesse è rimasto invariato, ovvero 20 rate trimestrali di pari importo.

Resta immutata pure la previsione circa i termini di versamento delle rate: l’importo della prima rata deve essere versato entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione mentre la scadenza delle successive rate trimestrali è stabilita nell’ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi di rateazione, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione.

AVVISI DI LIQUIDAZIONE DELLE DICHIARAZIONI DI SUCCESSIONE

L’art. 38 del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, come riformulato dall’art. 7 del D.Lgs.n.159/2015, disciplina il pagamento rateale dell’imposta liquidata dall’Ufficio in base alla dichiarazione di successione ai sensi dell’art. 33 del d.lgs. n. 346 del 1990 secondo modalità speculari – come osservato dagli estensori della circolare n.17/2016 – a quelle previste per i pagamenti rateali delle somme dovute a seguito della comunicazione degli esiti.

Detta rateazione è ammessa soltanto quando l’importo relativo all’imposta liquidata non è inferiore a 1000 euro e riguarda comunque le somme che eccedono il 20% di tale imposta, considerato che resta confermato l’obbligo di eseguire il pagamento nella misura non inferiore al 20% della menzionata imposta liquidata entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

Il debito residuo (eccedente il 20%) può essere dilazionato in 8 rate trimestrali ovvero, per importi superiori a 20 mila euro, in un numero massimo di 12 rate trimestrali.

Analogamente a quanto accade per la comunicazione degli esiti, le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Gli interessi di rateazione si calcolano dal primo giorno successivo al pagamento del 20 per cento dell’imposta dovuta.

L’accesso alla rateazione non è più subordinato alla prestazione di garanzie.

INADEMPIMENTI NEL PAGAMENTO DELLE SOMME DOVUTE

La…

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