Ricorso per saltum in Cassazione con il processo tributario del 2016

di Antonino Russo

Pubblicato il 28 gennaio 2016

analisi della novità assoluta del processo tributario 2016: il ricorso 'per saltum': tale norma coinvolgerà le sentenze di primo grado, impugnabili direttamente innanzi il giudice di ultima istanza (previo accordo delle parti) quando l’esito del giudizio territoriale provinciale, risulterà dipendente per intero dalla risoluzione di una questione di diritto

1. Premessa

Tra le modifiche al processo tributario, espresse dal D.Lgs n. 156/2015 ed entrate in vigore a far data dall'1 gennaio 2016. va segnalata l’introduzione all’art. 62 del D.Lgs. n. 546/1992 di un’aggiunta, corrispondente al comma 2-bis, statuente che “sull’accordo delle parti la sentenza della commissione tributaria provinciale può essere impugnata con ricorso per cassazione a norma dell’art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile”.

In pratica si tratta di una novità assoluta nel processo tributario e l’applicabilità di tale norma coinvolgerà le sentenze di primo grado , impugnabili direttamente innanzi il giudice di ultima istanza (previo accordo delle parti) quando l’esito del giudizio territoriale provinciale, risulterà dipendente per intero dalla risoluzione di una questione di diritto.

Il legislatore ha inteso così mutuare, nell’ambito del processo tributario, un istituto già presente nel processo civile, comunemente denominato ricorso per saltum (ma da altri definito omisso medio) che, appunto, consente di ottenere una pronuncia su questioni giuridiche, da parte della Corte di Cassazione, appena dopo l’esito di primo grado evitando pertanto un’inutile duplicazione del sindacato di merito.

In effetti, non può non notarsi che tale strumento incentiva e favorisce potenzialmente l’accesso immediato al grado di legittimità soprattutto al fine di consentire anche alla stessa Corte una funzione anticipatoria di appositi orientamenti interpretativi, particolarmente su questioni non ancora del tutto affrontate (o, comunque, non definitivamente risolte) nell’elaborazione giurisprudenziale precedente della Corte di Cassazione.

2. L’istituto in generale

Il ricorso de quo trova residenza normativa nell’art. 360, c. 2, c.p.c. che (come accennato) individua una categoria di sentenze assoggettabili a ricorso per cassazione, ancorché pronunciate in primo grado, quali i