Lieve inadempimento nella rateazione e definizione degli avvisi di irregolarità

Il Decreto legislativo n. 159/2015, emanato in attuazione della delega fiscale, ha introdotto la nozione di “lieve inadempimento”. Un ritardo contenuto in sette giorni nell’effettuare il versamento di una delle rate relativa ad un preavviso di irregolarità non darà più luogo alla decadenza della rateazione del debito richiesta dal contribuente.
La nuova misura riguarda gli inadempimenti (omessi versamenti, tardivi versamenti, etc) riscontrati nei casi di controlli automatici e formali delle dichiarazioni, le cui somme richieste sono state oggetto di rateazione. La novità ha però un ambito applicativo più esteso riguardando anche le somme dovute a seguito di accertamento con adesione.
In particolare, come ricordato, il comma 3 del nuovo articolo 15–ter del D.P.R. n.. 602/1973 ha introdotto l’ipotesi di “lieve inadempimento” che non determina l’automatica decadenza dalla rateazione se dovuto a:

insufficiente versamento di una rata per una frazione non superiore al 3 per cento e, in ogni caso, a 10.000 euro;

tardivo versamento della prima rata, non superiore a sette giorni.

La medesima previsione, quindi la nozione di “lieve inadempimento”, riguarda anche il caso in cui il contribuente versi le somme dovute a seguito di controlli automatici e di controlli formali in un’unica soluzione oppure versi in un’unica soluzione le somme dovute a seguito di accertamento con adesione.
L’indicazione è contenuta nel successivo comma 4 e ha inteso evitare inique penalizzazioni per coloro che, una volta verificata la correttezza delle contestazioni del Fisco, intendono versare la somma dovuta senza accedere al beneficio della rateazione. Ad esempio se un contribuente riceve un preavviso di irregolarità notificato in data 28 febbraio, con la richiesta dell’imposta dovuta pari a 1.000 euro, oltre alla sanzione del 10% di 100 euro ed i relativi interessi, dovrà effettuare il relativo versamento entro i trenta giorni successivi…

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