Come cambiano i termini di prescrizione degli accertamenti dal 2016

I commi 130 e 131 dell’articolo 1, della L. n. 208/2015 – legge di Stabilità 2016 -, hanno sostanzialmente modificato i termini di prescrizione per l’accertamento, intervenendo sull’art. 57, del D.P.R. n. 633/72 e sull’art. 43 del D.P.R. n. 600/73.
Ai fini Iva
Il nuovo art. 57 del D.P.R. n. 633/72, come sostituito dall’art. 1, comma 130, della L. n. 208/2015, prevede che gli avvisi relativi alle rettifiche e agli accertamenti previsti nell’art. 54 e nell’art. 55 comma 2 devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 5′ anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento dell’imposta a norma del comma 1 dell’art. 55 può essere notificato entro il 31 dicembre del 7′ anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Nel caso di richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta detraibile risultante dalla dichiarazione annuale, se tra la data di notifica della richiesta di documenti da parte dell’ufficio e la data della loro consegna intercorre un periodo superiore a quindici giorni, il termine di decadenza, relativo agli anni in cui si è formata l’eccedenza detraibile chiesta a rimborso, è differito di un periodo di tempo pari a quello compreso tra il sedicesimo giorno e la data di consegna.
Il comma 4 conferma che fino alla scadenza del termine stabilito nei commi precedenti le rettifiche e gli accertamenti possono essere integrati o modificati, mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi da parte dell’Agenzia delle entrate. Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell’ufficio dell’imposta sul valore aggiunto.
Accertamenti sulle Imposte dirette
Il nuovo art. 43, del D.P.R. n. 600/73, come sostituito dall’art. 1, comma 131, della L. n. 208/2015, prevede che gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 5′ anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del 7′ anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Resta fermo che, fino alla scadenza del termine stabilito nei commi precedenti l’accertamento può essere integrato o modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi da parte dell’Agenzia delle entrate. Nell’avviso devono essere specificamente indicati, a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell’ufficio delle imposte.
La decorrenza
Il comma 132, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2016 prevede che le nuove disposizioni si applicano agli avvisi relativi al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016 e ai periodi successivi.
Per i periodi d’imposta precedenti, gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 4′ anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione ovvero, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di dichiarazione nulla, entro il 31 dicembre del 5′ anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Tuttavia, in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 c.p.p. per alcuno dei reati previsti dal D.Lgs. n. 74/2000, i termini di cui al periodo precedente sono raddoppiati relativamente al periodo d’imposta in cui e’ stata commessa la violazione; il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell’Amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la Guardia di finanza, …

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