Aggiornate le norme di comportamento del Collegio Sindacale

 

Il CNDCEC ha approvato le nuove norme sul comportamento del collegio sindacale nelle società non quotate. Esse sono destinate a trovare applicazione nei confronti dei componenti del collegio sindacale di tutte le società, salvo che siano applicabili disposizioni di legge o regolamentari che disciplinano specifici settori di attività o mercati regolamentati.

Dal lavoro è emerso un documento che affronta le tematiche più rilevanti della disciplina del sistema di controllo interno, tenendo conto sia delle modifiche apportate dalla riforma del diritto societario, con il D.Lgs. 17 gennaio 2003 n. 6, sia delle novità introdotte dal D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 che recepisce la direttiva 2006/43/CE in tema di revisione legale dei conti annuali e consolidati.

Il documento del CNDCEC in merito al funzionamento del collegio sindacale evidenzia che questo svolge le proprie attività in modo collegiale e ha piena autonomia nell’organizzazione del proprio funzionamento.

Il collegio sindacale può esercitare, tra l’altro, l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori per i danni arrecati alla società.

 

Premessa

Dal 30 settembre 2015 sono in vigore le nuove Norme di comportamento del collegio sindacale di società non quotate.

L’adeguamento delle norme ha lo scopo di ridare centralità al collegio sindacale quale punto di riferimento dei controlli sulla gestione dell’azienda.

L’adeguamento delle norme, infatti, si è reso necessario per le continue modifiche del diritto societario e di quello fallimentare. Dal nuovo documento emergono con maggiore forza e chiarezza la centralità che il collegio sindacale ricopre all’interno della governante societaria ed il dovere di vigilanza che l’organo di controllo è chiamato a svolgere sull’osservanza della legge e dello statuto e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

 

La composizione del Collegio Sindacale

Il collegio sindacale è composto da tre o cinque membri effettivi; devono inoltre essere nominati due membri supplenti.

Qualora al collegio sindacale non sia demandato l’espletamento della revisione legale dei conti, almeno un membro effettivo e uno supplente devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori legali. I restanti membri, se non iscritti in tal registro, devono essere scelti fra gli iscritti:

nella sezione A Commercialisti dell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili

nell’albo degli avvocati

nell’albo dei consulenti del lavoro

fra i professori universitari di ruolo, in materie economiche o giuridiche.

Qualora al collegio sindacale sia demandato l’espletamento della revisione legale dei conti, tutti i membri devono essere iscritti nel registro dei revisori legali. Ulteriori requisiti di professionalità` possono essere stabiliti:

da leggi speciali che regolano specifici settori di attività

dallo statuto.

Nella prima riunione il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea dei soci.

Nelle s.r.l. in caso di nomina del sindaco unico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni, sempre nei limiti di compatibilità con la composizione monocratica dell’organo di controllo.

 

Il funzionamento del Collegio Sindacale: doveri e poteri

Il documento del CNDCEC in merito al funzionamento del collegio sindacale evidenzia che questo svolge le proprie attività in modo collegiale e ha piena autonomia e indipendenza nell’organizzazione del proprio funzionamento.

Relativamente alla indipendenza dei sindaci, viene precisato che per svolgere il proprio incarico in maniera obiettiva e indipendenza, ciascun sindaco non deve avere interesse economico o finanziario nella società del gruppo, che possa compromettere l’indipendenza. L’indipendenza è compromessa, ad esempio, per rischi derivante da interesse personale, condizionamento o da un eccessivo grado di…

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