Possibilità di accesso ai dati finanziari per ispezioni amministrative in materia di spesa pubblica

 
Come noto, nell’ambito delle iniziative volte a favorire la ripresa economica ed occupazionale:

il D.L. 22.06.2012 n. 83 (nel prevedere l’introduzione di specifiche misure per lo sviluppo economico e, quindi, la creazione di nuove posizioni occupazionali e realtà imprenditoriali, nonché il sostegno, in un’ottica di riequilibrio socio-economico, alla piccola e media impresa) ha costituito apposito “fondo per la crescita sostenibile”, destinato a consentire mirate forme di agevolazione alle imprese, oltre a prevedere il riconoscimento di un contributo sotto forma di credito d’imposta del 35%, con un limite massimo pari a 200 mila euro annui ad impresa, del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato di profili altamente qualificati1;

il D.L. 18.10.2012 n. 179 ha introdotto specifiche misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative.

 
Entrambi i provvedimenti normativi sopra citati, inoltre, contengono apposite disposizioni finalizzate a disciplinare le attività ispettive di ricerca, prevenzione e repressione di eventuali condotte illecite connesse alle agevolazioni in argomento.
A tal riguardo, l’art. 25 del D.L. n. 83/2012 (richiamato, altresì, dall’art. 31, comma 5 del D.L. n. 179/2012) prevede che il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza svolge, su richiesta del Ministero dello sviluppo economico ovvero anche d’iniziativa, analisi, ispezioni e controlli sui menzionati programmi di investimento:

avvalendosi delle potestà di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 68/2001, nonché dei poteri e delle facoltà previsti, in materia di approfondimento delle segnalazioni per operazioni sospette, dalla normativa antiriciclaggio di cui all’art.8, comma 4 lett. a – b del D.Lgs. n. 231/2007;

accedendo, anche per via telematica, alle informazioni detenute nelle banche dati in uso2 al Ministero dello sviluppo economico, agli Enti previdenziali ed assistenziali, nonché, in esenzione da tributi e oneri, ai soggetti pubblici o privati che, su mandato del Ministero dello sviluppo economico, svolgono attività istruttorie e di erogazione di fondi pubblici.

 
Pertanto, le potestà ispettive attribuite, nello specifico settore, al Nucleo Speciale della Guardia di Finanza risultano particolarmente incisive per la ricerca e l’individuazione di eventuali fenomenologie “distrattive” dei fondi pubblici.
Infatti, oltre ai poteri riconosciuti a tutte le articolazioni del Corpo nell’esercizio dell’attività istituzionale di polizia economico-finanziaria di cui al citato art. 2 del D.Lgs. n. 68/2001, la menzionata Unità speciale è titolare dei medesimi strumenti istruttori esercitabili nell’ambito degli approfondimenti antiriciclaggio.
 
In dettaglio, come ben noto:

l’art. 2 del D.Lgs. n. 68/2001 prevede che, per la ricerca, prevenzione e repressione degli illeciti in materia di:

imposte dirette e indirette, tasse, contributi, monopoli fiscali e ogni altro tributo, di tipo erariale o locale;

diritti doganali, di confine e altre risorse proprie nonché uscite del bilancio dell’Unione europea;

ogni altra entrata tributaria, anche a carattere sanzionatorio o di diversa natura, di spettanza erariale o locale;

attività di gestione svolte da soggetti privati in regime concessorio, ad espletamento di funzioni pubbliche inerenti la potestà amministrativa d’imposizione;

risorse e mezzi finanziari pubblici impiegati a fronte di uscite del bilancio pubblico nonché di programmi pubblici di spesa;

entrate ed uscite relative alle gestioni separate nel comparto della previdenza, assistenza e altre forme obbligatorie di sicurezza sociale pubblica;

demanio e patrimonio dello …

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