IVA, split payment e calcolo dell’aliquota media ai fini del rimborso

Pubblicato il 2 novembre 2015

siamo a fine trimestre ed è periodo di rimborsi IVA; analizziamo come influisce l'obbligo dell'utilizzo dello split payment sul calcolo dell'aliquota media da utilizzare ai fini delle richieste di rimborso

 

Ipotizzando in astratto che la maggior parte delle operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) sia effettuata dal contribuente applicando il meccanismo della scissione dei pagamenti previsto dall’art. 17–ter del decreto Iva, sarà inevitabile la formazione di posizione di crediti Iva in capo al soggetto cedente/prestatore.

La disposizione determina una rilevante diminuzione di “liquidità” delle imprese la cui clientela è costituita prevalentemente da enti pubblici. Infatti, non solo si deve fare fronte al ritardo dei pagamenti, ma all’atto dell’incasso l’Iva resterà nelle casse del debitore/acquirente che provvederà successivamente a versarla nelle casse dell’erario.

Il legislatore ha così realizzato un duplice intervento con l’intento di rendere possibile e più agevole il “recupero” dell’eccedenza dell’Iva a credito favorendo le eventuali richieste di rimborso.

 

In primis è stato modificato l’art. 30 del D.P.R. n. 633/1972 in modo da rendere possibile più agevolmente il verificarsi delle condizioni che rendono legittima per il contribuente la richiesta di rimborso del credito Iva. In particolare, è stato modificato il comma 2, lettera a, del decreto Iva prevedendo la necessità di considerare, ai fini del calcolo dell’aliquota media, anche le operazioni soggette al meccanismo dello split paymentdi cui all’art. 17–ter.

In secondo luogo è stato modificato l’art. 38–bis con l’aggiunta dei commi 10 ed 11. La prima disposizione prevede che “Con decreti del Ministro dell’economia e delle