Fondo di solidarietà per i lavoratori in somministrazione al via!

Premessa.

Il 10 luglio 2015, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, nel sito istituzionale, la nota flash (a 40 giorni) relativa ai dati ufficiali sui movimenti di rapporti di lavoro nel mese di maggio, tratti dal sistema informativo delle Comunicazioni Obbligatorie (il SISCO).
In sintesi, nel mese di maggio 2015 il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro, in tutti i settori di attività economica, è stato pari a 934.258.
Di queste, 179.643 (circa il 19%), sono contratti a tempo indeterminato, 643.032 sono contratti a tempo determinato, 19.728 sono contratti di apprendistato, 36.376 sono collaborazioni e 55.479 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”.
Il mercato del lavoro parrebbe, quindi, dati alla mano, lentamente rimettersi in movimento, anche se analisi puntuali possono essere fatte solo con dati storici consolidati a medio termine.
 
In tale quadro generale, è stato istituito il Fondo di solidarietà per i lavoratori in somministrazione.
La norma disciplina i requisiti di professionalità ed onorabilità dei componenti del Comitato di gestione e controllo, prevedendo l’obbligo di bilancio in pareggio ed il divieto di erogare prestazioni in carenza di disponibilità.
Preliminarmente, occorre inquadrare la disciplina sui lavoratori in somministrazione partendo dalla fonte normativa.
Il contratto di somministrazione è stato introdotto dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 2761 recante “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” che, di fatto, ha abrogato gli articoli relativi al lavoro interinale contenuti nella legge 24 giugno 1997, n. 1962 recante “Norme in materia di promozione dell’occupazione”.
I lavoratori in somministrazione sono assunti da un’agenzia riconosciuta dallo Stato e avviati al lavoro in un’azienda utilizzatrice e, quindi, il contratto di somministrazione, come viene definito dall’INPS, è la:
“somministrazione di manodopera che permette ad un soggetto (utilizzatore) di rivolgersi ad un altro soggetto (somministratore) per utilizzare il lavoro di personale non assunto direttamente, ma dipendente del somministratore”.
 
Nella somministrazione abbiamo quindi due tipi di contratto:

di somministrazione, stipulato tra l’utilizzatore e il somministratore, di natura commerciale;

di lavoro subordinato stipulato tra il somministratore e il lavoratore,

ed entrambi possono essere stipulati a tempo determinato o indeterminato.
La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore.
I limiti massimi del suo utilizzo sono stabiliti dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è ammessa per le seguenti attività:

per servizi di consulenza e assistenza nel settore informatico;

per servizi di pulizia, custodia, portineria;

per servizi, da e per lo stabilimento, di trasporto di persone e di trasporto e movimentazione di macchinari e merci;

per la gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini, servizi di economato;

per attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale;

per attività di marketing, analisi di mercato, organizzazione della funzione commerciale;

per la gestione di call-center, nonché per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nelle aree Obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio;

per costruzioni edilizie all’interno degli …

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