Accertamento notificato agli eredi: il PVC è legittimo anche se disgiunto dall'avviso di aggiornamento

 
Con la sentenza n. 16618 del 7 agosto 2015 (ud. 14 maggio 2015) la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimamente conosciuto da parte del contribuente il pvc, pur se non allegato all’atto di accertamento, ma notificato a parte agli eredi.
Il fatto
I contribuenti, nella qualità di eredi, hanno impugnato l’avviso di accertamento emesso dall’Ufficio per IRPEF 1997. L’adita CTP ha accolto il ricorso, ritenendo essere stato violato l’art. 7 dello Statuto del Contribuente (L. n. 212 del 2000) per la mancata allegazione all’avviso del Pvc richiamato in motivazione.
La CTR ha parzialmente accolto l’appello dell’Ufficio; in particolare, per quel che qui ci interessa, la CTR ha evidenziato che “il pvc era stato effettivamente conosciuto dal destinatario dell’avviso mediante la sua notifica (seppur disgiunta dall’avviso), sicchè doveva ritenersi eccessivamente formalistico richiedere che il pcv fosse concretamente allegato o ‘spillato’ all’avviso stesso”.
 
La sentenza della Cassazione
In apertura la Corte riafferma che, in tema di contenzioso tributario, l’avviso di accertamento, che ha carattere di provocatio ad opponendum, soddisfa l’obbligo di motivazione “ogni qualvolta l’Amministrazione abbia posto il contribuente in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali e di contestarne efficacemente l”an’ ed il ‘quantum debeatur’, e quindi detto avviso deve ritenersi correttamente motivato ove faccia riferimento ad un processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza regolarmente notificato o consegnato all’intimato; in particolare, è stato precisato che ‘in tema di motivazione “per relationem” degli atti d’imposizione tributaria, la L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 1, cosiddetto Statuto del contribuente), nel prevedere che debba essere allegato all’atto dell’amministrazione finanziaria ogni documento richiamato nella motivazione di esso, non intende certo riferirsi ad atti di cui il contribuente abbia già integrale e legale conoscenza per effetto di precedente notificazione; infatti, un’interpretazione puramente formalistica si porrebbe in contrasto con il criterio ermeneutico che impone di dare alle norme procedurali una lettura che, nell’interesse generale, faccia bensì salva la funzione di garanzia loro propria, limitando al massimo le cause d’invalidità o d’inammissibilità chiaramente irragionevoli’ (Cass. 18073/2008; conf. Cass. 15327/2014 e 26472/2014)”.
Pertanto, rileva la Corte, che correttamente la CTR, affermata l’avvenuta notificazione del Pvc, ha ritenuto legittimamente motivato l’avviso di accertamento per relationem al Pvc di cui il destinatario dell’avviso aveva avuto legale conoscenza; inoltre, l’avviso di accertamento in questione faceva esplicito riferimento al Pvc ed alla circostanza che di quest’ultimo la parte ne possedeva copia.
Afferma la Corte che la circostanza della preventiva notifica del pvc agli eredi ricorrenti della defunta contribuente, nonchè del possesso da parte di quest’ultimi di copia del pvc, non risulta in alcun modo contestata dalla parte ricorrente, e non può quindi ritenersi fatto controverso, sicchè l’onere motivazionale della CTR poteva essere limitato, come avvenuto nel caso di specie, “ a dare atto di siffatta avvenuta notifica, senza necessità di precisare le modalità di effettuazione della stessa”.
Brevi riflessioni
Se con la sentenza n. 13254 del 26 giugno 2015 (ud 11 febbraio 2015) la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l’avviso di accertamento, motivato per relationem al pvc, non allegato allo stesso ma solo reso “disponibile in visione” presso l’Ufficio accertatore ( osserva la Corte che “ negli avvisi era stato dato atto che il pvc era disponibile in visione integrale presso l’Ufficio”, e, successivamente, lo stesso Ufficio, nel costituirsi in primo grado, aveva …

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